Gruppo Moncler | Relazione Finanziaria Annuale 2025 Relazione sulla gestione 284 Gruppo Moncler | Relazione Finanziaria Annuale 2025 Relazione sulla gestione 285
collettiva , la presenza di meccanismi di reclamo per
problematiche relative alla remunerazione ecc . ) . Un altro
ambito oggetto dell ’ analisi consiste nel comparare i risultati
emersi dall ’ assessment con parametri di settore e Paese .
Lo svolgimento di tale analisi e la progressiva estensione
ad altri fornitori del Gruppo sono state valutate e prioritizzate
sulla base del rischio associato alla localizzazione geograf ica
del fornitore e ad altri fattori , come la presenza di contratti
collettivi di lavoro , che assicurino il dialogo e il rispetto
di aspetti sociali e ambientali . A tal proposito , si evidenzia
che oltre il 70 % dei fornitori del Gruppo Moncler è localizzato
in Italia ed è coperto da contratti collettivi di lavoro .
A f ine 2025 , il Gruppo ha raggiunto il proprio target
di valutare e coinvolgere il 100 % dei “ critical supplier ” ( vedi
anche pag . 117 ) in un ’ analisi sul living wage . L ’ analisi , che
negli ultimi tre anni ha coinvolto più di 16 . 000 lavoratori
dei fornitori del Gruppo , ha confermato che la totalità
di questi riceve una retribuzione in linea o oltre il salario
minimo locale applicabile in base alle normative vigenti .
In particolare , è emerso che oltre l ’ 85 % dei lavoratori coinvolti
nella valutazione percepisce una retribuzione in linea con
il living wage specif ico calcolato per il Paese di riferimento
( ove possibile , la regione ) e parametrizzato in funzione
di indicatori specif ici per tale Paese , quali il tasso di fertilità
medio e il numero medio di persone per nucleo familiare che
percepiscono un reddito da lavoro .
Per i fornitori di materie prime , una leva che contribuisce
a mitigare i potenziali rischi in materia di diritti umani
è rappresentata dalla progressiva introduzione di materie prime
certif icate secondo standard quali , ad esempio , il Responsible
Wool Standard ( RWS ) , il Responsible Alpaca Standard ( RAS )
e il Responsible Mohair Standard ( RMS ) ( vedi anche pag . 171 ) ,
che includono criteri che vanno oltre il semplice benessere
animale e comprendono aspetti sociali .
Il Gruppo utilizza anche la formazione e il capacity building
come strumenti per prevenire potenziali impatti negativi
e contestualmente promuovere una gestione responsabile
delle tematiche sociali e ambientali lungo la catena di fornitura
In questo ambito nel 2025 è proseguita la formazione
sul Codice Etico tramite un modulo dedicato disponibile
sul portale fornitori che include una sezione specif ica sui
princìpi di rispetto dei diritti umani La partecipazione
a questo corso è richiesta a tutti i fornitori al momento della
registrazione sul portale
Inoltre il Gruppo con il supporto dell International Training
Centre of the International Labour Organization ITCILO
ha continuato a of frire formazione specif ica sui diritti umani
sia ai propri dipendenti sia ai fornitori Il corso è tradotto
in tutte le lingue rilevanti per il Gruppo e viene aggiornato
annualmente Ad oggi circa 110 fornitori
hanno seguito
il corso di formazione attraverso una piattaforma messa
a disposizione dal Gruppo .
Sono inoltre proseguiti
i programmi di capacity building su temi chiave come
il living wage ( vedi anche pag . 281 ) e sull ’ importanza
di adottare meccanismi di ef f icienza energetica e promuovere
l ’ uso di energia rinnovabile lungo la f iliera ( vedi anche
pagg . 115 ; 172 - 173 ; 176 ) , coinvolgendo complessivamente 66
fornitori durante l ’ anno ( 41 nel 2024 ) .
Oltre alle continue
attività di sensibilizzazione avviate sui temi etici , sociali ,
ambientali e di benessere animale , Moncler sostiene
alcuni fornitori ritenuti strategici , of frendo la consulenza
di esperti in materia di salute e sicurezza per migliorare
la conoscenza sul tema e fornendo un supporto operativo
per far fronte a investimenti in macchinari tecnologicamente
all ’ avanguardia per lavorazioni particolari ( otto fornitori
nel 2025 ) . Dal 2022 il programma è stato esteso anche ai
fornitori di Stone Island .
• Adozione di misure correttive o di rimedio
Nel caso in cui dalle attività di audit dovessero emergere
violazioni delle leggi applicabili o dei princìpi contenuti
nei Codici e nelle politiche del Gruppo , la Società richiede
al fornitore di attuare adeguate azioni per risolvere
le non conformità ( vedi anche pag . 285 ) .
Fermo restando l ’ atteggiamento di tolleranza zero verso
violazioni gravi , per le quali il Gruppo si riserva il diritto
di risolvere con ef fetto immediato il rapporto contrattuale
in essere con il fornitore , entrambi i Marchi sono impegnati
ad accompagnare la propria f iliera di fornitura in un percorso
di consapevolezza e di miglioramento continuo , richiedendo
l ’ implementazione di azioni correttive laddove se ne rilevasse
la necessità . A seguito di ogni audit viene infatti rilasciato
un piano di azioni di miglioramento la cui implementazione
è oggetto di verif iche successive ; a tal proposito il Gruppo
si impegna a supportare proattivamente tutti i fornitori
nell ’ attuazione delle azioni correttive concordate .
Al f ine di verif icare l ef fettiva adozione delle misure correttive
entro la scadenza condivisa il Gruppo svolge degli audit
di follow up sia on site sia documentali
Con riferimento ai 507 audit svolti su aspetti etico sociali
e ambientali nel 2025 a f ine anno circa il 94 di essi è risultato
in linea con i più alti standard sociali e ambientali previsti dal
Gruppo tale percentuale è pari al oltre il 90 se si considerano
i critical supplier in circa il 2 dei casi 10 fornitori è stata
interrotta la collaborazione mentre nel restante 4 dei casi
a f ine 2025 risultava avere ancora in essere non compliance
in quanto l attività di audit era avvenuta a ridosso degli ultimi
mesi dell anno e non erano stati ancora chiusi tutti i progetti
per sanare le non conformità
Con particolare riferimento agli aspetti sociali , nel corso
del 2025 in 89 dei 507 audit sono state rilevate non - compliance
ed è stato rilasciato il relativo piano di azioni di miglioramento .
Le principali aree di non conformità hanno riguardato temi
di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro ( 79 % ) , nel 17 %
dei casi aspetti relativi alla gestione dei rapporti di lavoro
( non conformità attinenti al trattamento salariale e retributivo
( 8 % ) , agli orari lavorativi ( 5 % ) , alla gestione dei contratti
di lavoro ( 4 % ) ) e , solo nel 4 % dei casi , a tematiche relative
ai diritti umani . Per le non conformità meno critiche è stato
concordato con i fornitori di implementare tempestivamente
un piano di risoluzione delle stesse , mentre nei casi più critici
viene interrotta la collaborazione .
Inf ine , il Gruppo esamina ogni situazione per verif icare
se dalle non conformità emerse siano scaturiti impatti
negativi sui lavoratori ; in caso di impatti negativi accertati ,
il Gruppo verif ica se gli stessi ricadano o meno nell ’ ambito
della propria responsabilità valutandone la correlazione
con lo svolgimento delle proprie attività . Qualora tale
correlazione sussista , il Gruppo adotta misure per
rimediare agli impatti sui lavoratori nella catena del valore ,
collaborando , ove necessario , con le Autorità competenti
a livello nazionale e internazionale e con i propri fornitori
e partner per risolvere adeguatamente tali situazioni .
Il Gruppo si attende , inoltre , che anche i fornitori e partner
commerciali adottino misure di mitigazione e rimedio
per le violazioni dei diritti umani nelle loro attività ,
integrando questi obblighi nei propri contratti .
Il processo di due diligence ha contribuito a raf forzare nel tempo
la consapevolezza e la cultura dei diritti umani , nonché dei rischi
a essi associati , sia all ' interno dell ' azienda sia lungo la catena
di fornitura . Le azioni intraprese hanno dimostrato la loro ef f icacia
nel tempo , portando alla selezione di fornitori a rischio sempre
minore e dimostrando che le non conformità , risolte grazie ai piani
di miglioramento implementati durante i cicli di audit triennali ,
non si ripresentano nei successivi audit
Inf ine nel 2025 il Gruppo ha partecipato al Business Human
Rights Accelerator delle Nazioni Unite UN Global Compact rivolto
a società appartenenti a diversi settori Il percorso strutturato
in tavoli di lavoro tematici ha rappresentato un opportunità
di confronto e approfondimento sui principali aspetti della
gestione dei diritti umani nelle catene di fornitura contribuendo
a raf forzare le competenze interne in materia di identif icazione
e valutazione degli impatti processi di due diligence def inizione
di misure di mitigazione e coinvolgimento degli stakeholder
L Accelerator prevedeva come esito f inale l elaborazione di un piano
di azione tale output è stato valorizzato dal Gruppo nel contesto
del processo di def inizione del nuovo Piano di Sostenibilità 2026
2028 con l integrazione di target e azioni specif iche nel pilastro
Inspire Fairness , in particolare a supporto del raf forzamento
dei meccanismi di audit e supervisione dei fornitori e di iniziative
di empowerment e formazione lungo la f iliera .
Parallelamente , il Gruppo ha collaborato attivamente con altri
operatori del settore tessile e del lusso , istituzioni , associazioni
di categoria e stakeholder nei tavoli di lavoro dedicati alla tutela
del lavoro lungo la f iliera . Nel corso dell ’ ultimo anno , il tema ha ,
infatti , assunto crescente rilevanza nel settore in Italia , evidenziando
l ’ importanza di promuovere legalità , trasparenza e condizioni
di lavoro dignitose . Attraverso il confronto costante con il sistema
istituzionale e associativo , il Gruppo ha contribuito alla condivisione
di buone pratiche e allo sviluppo di approcci condivisi , confermando
il proprio impegno a sostenere modelli di business fondati sul
rispetto dei diritti umani e della dignità delle persone .