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INVESTOR RELATIONS DI MONCLER

La nostra visione
MARCO DE BENEDETTI

Amministratore Indipendente e Lead Independent Director e Presidente del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità

GABRIELE GALATERI DI GENOLA

Amministratore Indipendente

Diva Moriani

Amministratore Indipendente e Presidente del Comitato Nomine e Remunerazione

INFORMAZIONI REGOLAMENTATE

Per la trasmissione e lo stoccaggio delle Informazioni Regolamentate, MONCLER S.p.A. si avvale del sistema di diffusione "eMarket SDIR"e del meccanismo di stoccaggio "eMarket STORAGE" disponibile all’indirizzo www.emarketstorage.com, gestiti da Spafid Connect S.p.A. - con sede in Foro Buonaparte 10, Milano(*).

GOVERNANCE SOCIETARIA
Società di Revisione
  • KPMG S.p.A.
Assemblea
degli Azionisti
Collegio Sindacale
  • Riccardo Losi (Presidente del Collegio Sindacale)
  • Carolyn Dittmeier (Sindaco Effettivo)
  • Nadia Fontana (Sindaco Effettivo)
Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari
  • Luciano Santel
    (Chief Corporate & Supply Officer)
Consiglio di Amministrazione
  • Remo Ruffini (Presidente e Amministratore Delegato)
  • Marco De Benedetti (Vice-Presidente, Lead Independent Director e Amministratore Indipendente)
  • Nerio Alessandri (Amministratore Indipendente)
  • Roberto Eggs (Amministratore Delegato)
  • Gabriele Galateri di Genola (Amministratore Indipendente)
  • Alessandra Gritti (Amministratore Indipendente)
  • Virginie Morgon (Amministratore Indipendente)
  • Diva Moriani (Amministratore Indipendente)
  • Stephanie Phair (Amministratore Indipendente)
  • Guido Pianaroli (Amministratore Indipendente)
  • Carlo Rivetti (Amministratore non Esecutivo)
  • Luciano Santel (Amministratore Delegato)
Direzione Internal Audit
  • Riccardo Greghi
Organismo di Vigilanza Ex. D. Lgs. 231/2001
  • Lorenzo Mauro Banfi (P.)
  • Carlo Alberto Marchi
  • Riccardo Greghi
Compliance
  • Andrea Bonante
Comitato Parti Correlate
  • Virginie Morgon (Presidente)
  • Diva Moriani
  • Guido Pianaroli
Comitato Controllo Rischi e Sostenibilità
  • Marco De Benedetti (Presidente)
  • Gabriele Galateri di Genola
  • Guido Pianaroli
Comitato Nomine e Remunerazione
  • Diva Moriani (Presidente)
  • Marco De Benedetti
  • Alessandra Gritti
STATUTO
  Statuto vigente
CODICE ETICO

Il Codice Etico e le politiche aziendali sono uno dei quattro pilastri del sistema di corporate governance di Moncler e regolano le decisioni e il modo di operare dell’Azienda e dei suoi dipendenti nei confronti dei portatori di interesse.

Il Codice Etico raggruppa l’insieme dei valori che il Gruppo riconosce, condivide e promuove, nella consapevolezza che condotte ispirate ai princìpi di diligenza, correttezza e lealtà, costituiscono un importante motore per lo sviluppo economico e sociale. Ai propri dipendenti e collaboratori, Moncler richiede di agire con onestà, passione ed integrità e di costruire con gli stakeholder relazioni basate sulla fiducia reciproca, affinché la crescita sia guidata dal principio del valore condiviso.

Il Codice si applica a tutti i dipendenti, fornitori, appaltatori, consulenti, partner e collaboratori esterni al Gruppo ed è disponibile in tre lingue (italiano, inglese e rumeno).

Nel 2017 il Codice è stato aggiornato integralmente al fine di renderlo un documento più allineato alle migliori best practice internazionali e per integrare maggiormente le tematiche di sostenibilità e le linee guida relative alla lotta alla corruzione. Nel corso del 2021 il documento verrà nuovamente aggiornato. Il Codice Etico si ispira alle principali normative e regolamentazioni esistenti a livello nazionale e internazionale in tema di responsabilità sociale d’impresa, di corporate governance, di diritti umani e ambiente, come la Carta dei Diritti delle Nazioni Unite, la Carta dei diritti dell’Unione Europea, gli standard di lavoro dignitoso contemplati nelle convenzioni OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro) e le Linee Guida per le Imprese Multinazionali dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico). Il Codice Etico richiama, inoltre, i princìpi chiave enunciati sia nel Codice di Condotta dei Fornitori, adottato dal Gruppo, che nelle politiche aziendali, tra cui: la Politica Anticorruzione, la Politica Ambientale, la Politica per la Gestione della Salute e Sicurezza, le policy di Gruppo in materia fiscale e di gestione delle risorse umane, finanziarie e di protezione degli asset aziendali.

Il Codice Etico, applicato in modo uniforme in tutti i Paesi in cui il Gruppo opera, è composto da un insieme di princìpi e linee guida, che ispirano ogni giorno il modo di operare dell’Azienda e che guidano il comportamento dei suoi dipendenti e di quanti collaborano, a vario titolo, con essa nello svolgimento delle loro attività e responsabilità. Il Codice è portato a conoscenza dei dipendenti con le modalità più appropriate, conformemente alle consuetudini locali. Esso è disponibile sia in italiano sia in inglese ed è liberamente scaricabile dai siti intranet e internet del Gruppo. Viene regolarmente erogato un programma di formazione online per tutti i dipendenti, al fine di assicurare la corretta comprensione e lo sviluppo di comportamenti virtuosi e coerenti con le prescrizioni contenute nel Codice Etico.

Il Codice è anche una parte fondamentale ed integrante del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo adottato da Moncler ai sensi del D.Lgs. 231/2001. Il Modello si concretizza in un insieme di princìpi e regole di comportamento, procedure operative e codice disciplinare, finalizzati a prevenire la commissione di illeciti e a garantire un comportamento etico da parte di coloro che operano per conto della Società, nel rispetto dei princìpi di legittimità, correttezza e trasparenza.

Il rispetto del Codice e del Modello è monitorato da parte dei preposti organi di vigilanza e controllo, tramite attività di verifica e approfondimenti specifici, avviati anche sulla base di segnalazioni relative a comportamenti non conformi ai prìncipi di condotta richiesti da Moncler. I risultati delle verifiche condotte possono portare a provvedimenti sanzionatori che, a seconda della gravità riscontrata, possono arrivare sino all’interruzione del rapporto professionale. L’Organismo di Vigilanza (OdV), che è il soggetto deputato a vigilare in Italia sull’adeguatezza e sul rispetto del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo e dei suoi prìncipi ispiratori, è un organo collegiale formato da tre componenti (due professionisti esterni, con competenze in ambito contabile e legale ed il responsabile della funzione di Internal Audit di Gruppo) ed è collocato in posizione apicale all’interno dell’organizzazione aziendale, a diretto riporto del Consiglio di Amministrazione, allo scopo di garantire l’autonomia da ogni forma di potenziale interferenza.

Nel 2018 è stato aggiornato il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo di Moncler con i reati riguardanti l’intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro, il razzismo e la xenofobia, nonché la nuova disciplina in materia di whistleblowing e alcune modifiche in materia di corruzione tra privati. Nel 2020 è stato avviato un ulteriore aggiornamento del Modello con i reati fiscali, contrabbando nonché con quelli relativi al traffico di influenze illecite e alle frodi sportive.

I dipendenti italiani sono stati formati, attraverso un corso online, sui contenuti del Modello e sulle novità normative intervenute. Con riferimento alle attività di controllo svolte dalla funzione di Internal Audit nel 2020 in relazione alle società italiane del Gruppo, si segnalano le verifiche svolte sui processi corporate significativi (pagamenti, acquisti, servizi e consulenze, ammanchi di prodotto, controllo qualità, riaddebiti ai fornitori, vendite, incassi, gestione crediti, recruiting, ecc.) e sui principali ambiti identificati come “sensibili” all’interno del Modello. Per quanto concerne le società controllate estere, nell’anno la funzione Internal Audit ha condotto verifiche e test sull’adeguatezza del sistema di controllo interno e delle procedure di financial reporting per le società operanti negli Stati Uniti, Canada, Corea, Giappone, Cina e Hong Kong SAR, Turchia, Francia, Regno Unito, Germania e Romania, anche con la finalità di identificare e/o prevenire potenziali comportamenti fraudolenti. Con riferimento alla gestione dell’operatività presso gli store (gestione di incassi e vendite, gestione dello stock, tutela del patrimonio aziendale e prevenzione furti), la funzione Internal Audit nel 2020, a causa delle restrizioni e limitazioni agli spostamenti dovute alla pandemia da Covid-19 non ha potuto svolgere alcun audit presso i punti vendita, attività generalmente svolta di anno in anno sui negozi selezionati secondo criteri di significatività del fatturato, indici di rischiosità e diversificazione geografica, con l’obiettivo di verificare e irrobustire le procedure operative e di controllo in essere.

Dal 2016 è attivo un sistema di whistleblowing a livello di Gruppo, con l’obiettivo di gestire in modo accurato e accertare celermente eventuali comportamenti illeciti – oggetto di segnalazioni – rispetto alle norme, regolamenti e procedure interne, adottare gli opportuni provvedimenti e garantire nel contempo la possibilità di anonimato del segnalante. La segnalazione di particolari situazioni non conformi al Codice Etico, sia ad opera di dipendenti che di soggetti esterni, è considerata da Moncler una tematica rilevante. Qualunque dipendente che, in buona fede, segnali comportamenti anomali, presunte o effettive violazioni del Codice, è tutelato da Moncler contro ogni forma di ritorsione, discriminazione o penalizzazione. Sono, tuttavia, fatti salvi gli obblighi di legge e la salvaguardia dei diritti della Società o delle persone accusate erroneamente e/o in mala fede. Dal 2018, al fine di rafforzare ulteriormente il processo interno di whistleblowing e in ottemperanza alla normativa intervenuta in materia, Moncler ha adottato una piattaforma web e linee telefoniche ad hoc – gestite da un soggetto terzo specializzato – al fine di gestire e storicizzare eventuali segnalazioni provenienti da dipendenti, fornitori, clienti e controparti di tutte le società del Gruppo. Dal 2019 la piattaforma web è disponibile, oltre che in italiano, inglese, cinese, giapponese e coreano, anche in francese, tedesco, turco e arabo mentre gli operatori delle linee telefoniche parlano la lingua di tutti i Paesi in cui Moncler ha negozi. La piattaforma garantisce, tra l’altro, la piena aderenza alle normative internazionali in ambito privacy (trattamento di dati sensibili e personali), a tal proposito ad ottobre 2020 è stata effettuata una modifica delle informative e dei consensi al trattamento dei dati personali dei soggetti indicati nelle segnalazioni, inoltre la piattaforma consente la scelta dell’anonimato da parte del segnalante: in questo caso, le comunicazioni tramite piattaforma tra segnalante e Moncler avvengono unicamente tramite codice univoco identificativo della segnalazione.

L’introduzione della piattaforma è stata accompagnata dalla revisione della procedura di whistleblowing, che è stata pertanto inviata a tutti i dipendenti del Gruppo ed è disponibile sulla intranet aziendale. La gestione dei canali di whistleblowing del Gruppo è stata affidata al capo della funzione di Internal Audit che ha la responsabilità di riportare direttamente in Consiglio di Amministrazione quanto tracciato e monitorato tramite tali canali.

Nel corso del 2020, tramite il sistema di whistleblowing, sono pervenute tre segnalazioni valutate rilevanti e meritevoli di analisi e approfondimento. Nel primo caso, a seguito delle attività di indagine svolte, uno Store Manager di un negozio americano è stato allontanato dal Gruppo in quanto è stata appurata una non idonea gestione del team di lavoro. Anche nel secondo caso si è trattato di una potenziale gestione non adeguata dei colleghi da parte di un manager, ma poiché dalle indagini e dai diversi approfondimenti non sono emerse condotte manchevoli da parte del segnalato non si è proceduto a livello disciplinare. Il terzo caso ha riguardato, invece, una segnalazione per presunte violazioni della procedura relativa alla gestione degli incassi da parte del team di un negozio in Asia. Le indagini non sono state ancora terminate.

A partire dal 2017 Moncler ha sviluppato un Modello Anticorruzione di Gruppo approvato in Consiglio di Amministrazione e basato su un risk assessment mirato e una ricognizione normativa sui reati di corruzione nei Paesi in cui il Gruppo opera, individuati in base al valore del fatturato e all’Indice di Corruzione percepito del Paese. Sono state così identificate le aree a teorico rischio di corruzione, i controlli interni esistenti o da potenziare ed è stata definita una Politica Anticorruzione di Gruppo.

La Politica, in particolare, definisce: (i) responsabilità di monitoraggio della normativa; (ii) modalità di gestione e reporting dei casi di non-compliance, (iii) specifiche misure a presidio del rischio di corruzione.

L’Azienda aggiorna annualmente questo risk assessment per rivedere i profili di rischio corruzione identificati. Su questa base sono state identificate le seguenti aree come teoricamente esposte a un rischio di corruzione:

• relazioni con pubblica amministrazione;

• relazioni con fornitori e consulenti esterni;

• relazioni con agenti e intermediari;

• relazioni con business partner per joint venture e amministratori;

• gestione donazioni/sponsorizzazioni/regali e omaggi;

• gestione risorse umane.

Per ognuna di queste aree sono definiti princìpi di comportamento e regole operative sia all’interno della Politica Anticorruzione sia all’interno del Codice Etico di Gruppo. Le politiche e procedure afferenti al Modello Anticorruzione di Gruppo sono state diffuse e condivise a livello globale, inoltre viene regolarmente erogata della formazione ad hoc a tutti i dipendenti attraverso piattaforma e-learning.

La funzione di Internal Audit svolge periodicamente attività di audit in loco presso le società del Gruppo al fine di verificare l’adozione dei controlli a mitigazione del rischio di corruzione nelle aree identificate come più rischiose. In particolare, vengono svolte annualmente verifiche su sponsorizzazioni, liberalità e donazioni, gestione di consulenti e incarichi professionali, acquisizione e gestione di contributi e finanziamenti pubblici, assunzioni del personale dipendente, gestione dei fornitori, pagamenti, note spese e spese di rappresentanza. Nell’ambito di tali verifiche, i vari dipartimenti coinvolti vengono sensibilizzati sul rispetto dei protocolli di controllo definiti. Inoltre, i risultati delle verifiche vengono condivisi con il Comitato Controllo Rischi e Sostenibilità e con l’Organismo di Vigilanza. Nel corso del 2020 non sono stati rilevati casi di corruzione.

Infine, Moncler nel 2020 ha aggiornato il proprio Codice di Condotta dei Fornitori al fine di integrare e rafforzare i princìpi di gestione responsabile della catena di fornitura anche con il focus di normare la relazione in caso di pandemia. Tale Codice illustra le aspettative dell’Azienda in rapporto alle principali aree del processo di responsible sourcing ed è composto da sei sezioni che stabiliscono disposizioni vincolanti relativamente a: Lavoro e Diritti Umani, Salute e Sicurezza, Ambiente, Salute e Benessere Animale, Sicurezza e Qualità dei prodotti e dei servizi, Etica Aziendale e Protezione della Proprietà Intellettuale. Moncler richiede ai propri fornitori e sub-fornitori di attenersi in modo vincolante ai princìpi sanciti nel Codice di Condotta e si impegna altresì a svolgere attività di formazione e sensibilizzazione su tali disposizioni sia per le strutture interne che per i fornitori, tramite incontri nelle sedi corporate o presso i fornitori medesimi. Allo stesso tempo il Gruppo svolge regolarmente attività di audit lungo la filiera di approvvigionamento per verificare il rispetto dei princìpi contenuti nel Codice di Condotta. Inoltre, dal 2017, Moncler pubblica annualmente il Modern Slavery Act al fine di rendere pubblici in modo trasparente l’approccio alla gestione del tema di diritti umani. In particolare, il documento descrive le misure adottate per assicurare, così come richiesto dalla legge del Regno Unito “Modern Slavery Act 2015 – Section 54”, l’assenza di ogni forma di “schiavitù moderna, lavoro forzato e traffico di esseri umani” al proprio interno e lungo la propria catena di fornitura.

  Codice Etico