Profilo della filiera di fornitura

I fornitori coinvolti nella produzione di prodotti Moncler sono circa 460¹ e si dividono in quattro categorie: materie prime, façonisti, commercializzato e servizi. I fornitori di materie prime forniscono principalmente tessuti, piuma, pelli, accessori di produzione (bottoni, zip, nastri, elastici, ecc.) e pellicce. I tessuti provengono principalmente da Giappone e Italia. I fornitori di accessori di produzione sono invece quasi esclusivamente italiani, quelli di pellicce sono prevalentemente europei mentre quelli di piuma sono europei e nord americani con filiere sia in Europa che in Asia.
Sono detti façonisti quei fornitori ad alto know-how tecnico ai quali Moncler affida la realizzazione del prodotto finito, fornendo loro tutte le materie prime necessarie. L’intero processo di confezionamento è attentamente monitorato dai tecnici Moncler che ne verificano l’allineamento con gli standard richiesti attraverso una

metodologia rigorosa e verifiche settimanali sul campo. Tra le merceologie prodotte con questa modalità si rilevano capispalla, pantaloni, gonne, abiti e, dal 2015, tutta la maglieria tricot. I façonisti sono prevalentemente localizzati nell’Europa dell’Est, zona dove una lunga tradizione manifatturiera garantisce un’altissima expertise tecnica e un’adeguata capacità produttiva.

A partire dal 31 agosto 2015, Moncler ha integrato nel suo perimetro un’unità di confezionamento situata in Romania.

Tale realtà costituisce il primo passo di un progetto atto ad integrare parzialmente la filiera produttiva con l’obiettivo di creare un polo di eccellenza per la ricerca e lo sviluppo nel capospalla in piuma.
Sono fornitori di commercializzato quelli che, ricevuto da Moncler il disegno tecnico di prodotto, si occupano della realizzazione del capo, inclusa la fase di approvvigionamento delle materie prime, secondo gli standard Moncler, ad eccezione di quelle considerate strategiche come piuma, nylon e materiali logati, che vengono forniti direttamente dalla Società.
Durante la realizzazione del capo vi è una continua interazione tra il fornitore e i tecnici Moncler che supervisionano il processo in modo scrupoloso, per verificare che il prodotto finale rispecchi l’elevato livello di qualità atteso. Maglieria tagliata (T-shirt, polo, felpe), cappelli, sciarpe, guanti, scarpe, borse e piccola pelletteria sono realizzati principalmente con questa modalità. Per quanto riguarda la maglieria tagliata, i fornitori sono verticalizzati e localizzati in Europa e in Turchia.  I fornitori di soft accessories (cappelli, guanti, sciarpe) sono invece per lo più realtà italiane con elevato know-how specifico, mentre scarpe e borse sono realizzate da fornitori europei, prevalentemente italiani. I fornitori di servizi supportano Moncler nei processi di modelleria e di controllo qualità e sono situati prevalentemente nelle vicinanze dell’Azienda.

 

Ove possibile, il Gruppo impiega fornitori locali ubicati nei pressi delle principali sedi, al fine di beneficiare di vantaggi logistici, generare reddito e creare opportunità di lavoro nelle comunità in cui l’Azienda opera. Negli anni Moncler ha messo in atto un processo di razionalizzazione del parco fornitori, che porterà progressivamente ad una riduzione

degli stessi, al fine di poter esercitare un più attento controllo della filiera, sviluppare relazioni di collaborazione sempre più strette e proficue con coloro che sono maggiormente allineati con i valori e le aspettative del Gruppo, anche in termini di standard ambientali e sociali.

La maggior parte dei fornitori (93%) sono localizzati² nell’area EMEA con prevalenza in Italia.

Moncler distribuisce il proprio fatturato d’acquisto evitando così di creare situazioni

di dipendenza di approvvigionamento dai propri fornitori che potrebbero rappresentare dei rischi per il business.

Con riferimento al livello di concentrazione, si rileva che i primi 50 fornitori rappresentano il 72,4% del valore degli ordini. Il Gruppo è attento a rilevare tempestivamente situazioni di criticità, che potrebbero causare potenziali discontinuità di fornitura, e a mitigarne le conseguenze.

NOTE

¹ Dal conteggio sono esclusi i fornitori di servizi di prototipia e modelleria e i fornitori con un fatturato d’ordine inferiore a 1.000 euro l’anno.

² Al fine di una corretta rappresentazione, per i façonisti e i fornitori di commercializzato, per la classificazione geografica viene utilizzato il made in mentre per i fornitori di servizi e materie prime, la sede legale della società.

APPROVIGIONAMENTO RESPONSABILE

In Moncler eccellenza significa qualità, stile ed eleganza, ma anche impegno a promuovere una catena di fornitura attenta e rispettosa dei diritti dei lavoratori, degli animali e dell’ambiente.
Il rapporto di Moncler con i propri fornitori va oltre la sfera commerciale. Esso include infatti la continua condivisione delle buone prassi, volte a garantire uno sviluppo responsabile e sostenibile del business, secondo i principi del Codice Etico del Gruppo che i partner sono contrattualmente obbligati a rispettare 1.

Moncler crede nel valore delle relazioni stabili, basate sulla fiducia e sulla

cooperazione e predilige rapporti di lungo termine con quei fornitori che garantiscono affidabilità nella performance produttiva e al tempo stesso condividono i valori del Gruppo. Moncler verifica regolarmente il rispetto delle leggi applicabili e dei principi del Codice Etico da parte della propria filiera. Al fine di garantire la massima imparzialità, le verifiche vengono commissionate ad un ente terzo qualificato e con riconosciuta esperienza. Gli audit etico-sociali sono focalizzati sulla verifica dei diritti fondamentali dell’uomo e del lavoratore  con particolare attenzione al lavoro forzato, lavoro minorile, libertà di

associazione, orario di lavoro, salario minimo garantito e, non ultimi, aspetti di salute e sicurezza. Il perimetro di analisi ed i soggetti sottoposti ad audit – fornitori e subfornitori – sono selezionati dalla funzione Internal Audit in base ad un’analisi del rischio che prende in considerazione diversi fattori, tra cui l’entità economica degli ordini commissionati al fornitore, la tipologia di bene e servizio reso, la localizzazione geografica e altri parametri, come il numero di dipendenti e di stabilimenti e/o la presenza di subfornitori e la loro localizzazione geografica.

¹Il 90% dei contratti significativi include il rispetto del Codice Etico del Gruppo.

Moncler sta inoltre aggiornando il proprio sistema di valutazione dei fornitori con l’inserimento di nuovi indicatori tra cui anche aspetti di sostenibilità. Ad ogni indicatore viene attribuito un peso che concorrerà a stabilire la valutazione del singolo fornitore in base ai risultati raggiunti nelle diverse aree. Le macro-aree del vendor rating individuate sono:
• Rischio (rischio Paese, rischio finanziario, numero di subfornitori, ecc.);
• Servizio (capacità tecnologica, innovazione, puntualità di consegna, ecc.);
• Qualità (tasso di difettosità della produzione, lamentele sulla qualità segnalate al customer service, ecc.);
• Costi (competitività dei prezzi, costi logistici, ecc.);
• Etica (condizioni di lavoro, buone pratiche ambientali, rispetto dell’animal welfare, ecc.).

Nel 2015 sono stati effettuati 45 audit etico-sociali a copertura di circa il 26% del valore degli ordini complessivi di Moncler, a cui si aggiungono ulteriori 120 audit sul benessere animale svolti sulla filiera della piuma. In un caso, l’audit sociale al fornitore ha evidenziato una gestione non corretta dei lavoratori interinali di origine straniera. Ritenendo tale condotta inaccettabile, Moncler ha provveduto all’immediata risoluzione della collaborazione in essere. Fermo restando l’atteggiamento di “tolleranza zero” verso violazioni gravi, il Gruppo è impegnato ad accompagnare la propria filiera di fornitura in un percorso di consapevolezza e di miglioramento continuo, richiedendo l’implementazione di azioni correttive laddove se ne rilevasse la necessità. Nel 2015 le principali aree di non conformità hanno riguardato la formalizzazione dei

rapporti di lavoro e aspetti di salute e sicurezza.
Proseguendo con quanto già realizzato, Moncler continuerà pertanto nel proprio impegno ad eseguire audit etico-sociali a cui si aggiungeranno anche degli audit ambientali. Il piano triennale di audit ha come obiettivo quello di assicurare una copertura pari all’80% del valore degli ordini complessivi di Moncler. A questo piano di verifiche si aggiunge il programma di certificazione della piuma secondo il Protocollo DIST che prevede la verifica dell’intera filiera della piuma. Il 2016 rappresenterà un’ulteriore tappa nella promozione di un comportamento responsabile tra i partner del Gruppo.
Verranno infatti diffusi il Codice di Condotta dei fornitori ed il relativo manuale operativo allo scopo di indirizzare in modo ancora più puntuale

l’operato dei partner Moncler. Il Codice di Condotta, che si ispira alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e alle principali convenzioni dell’ILO, conterrà i requisiti obbligatori per poter instaurare o  proseguire una collaborazione con Moncler. Le aree regolamentate interessano la formalizzazione e la gestione dei rapporti di lavoro, il lavoro minorile, i livelli salariali, gli orari di lavoro, la libertà di associazione, la formazione del dipendente, il divieto al lavoro forzato, le pari opportunità, gli standard ambientali e di salute e sicurezza, il rispetto degli animali, la sicurezza dei prodotti o dei materiali forniti e l’etica nella gestione del business.

COINVOLGIMENTO E DIALOGO CON I FORNITORI

Il rapporto con i fornitori è un aspetto strategico per Moncler. In questo contesto, una comunicazione e un’interazione costanti sono essenziali per promuovere una proficua collaborazione e rapporti reciprocamente vantaggiosi. Il dialogo con i fornitori viene incoraggiato sia durante periodici incontri istituzionali, sia quotidianamente attraverso l’interazione con i tecnici e gli ispettori Moncler deputati alla supervisione delle diverse attività inerenti alla produzione. Gli esperti Moncler forniscono infatti supporto specializzato in tutte le fasi dei processi produttivi per trasferire conoscenza tecnica e risolvere eventuali criticità. Al fine di favorire la reciproca conoscenza, consolidare la collaborazione con la propria catena di fornitura, approfondire contenuti contrattuali ed operativi, nonché far

partecipi i partner del percorso di sostenibilità che l’Azienda sta implementando, nel corso del 2015, Moncler ha organizzato due incontri con fornitori nazionali e internazionali rappresentativi delle diverse categorie. Gli incontri sono stati dedicati a 45 fornitori coinvolti nella produzione di capispalla e nella fornitura delle materie prime (tessuti, accessori di produzione, pelliccia e piuma) che rappresentano rispettivamente il 67% e il 63% del valore di ordinato del Gruppo per le categorie di riferimento.

Diversi i temi affrontati nel primo incontro, tra cui l’analisi dei contenuti del contratto di subfornitura, l’illustrazione delle iniziative assunte da Moncler a tutela del marchio, la presentazione dei risultati degli audit etico-sociali e di protezione del marchio condotti nel corso del 2014, nonché

la condivisione degli obiettivi qualitativi, di servizio e di sicurezza di prodotto che Moncler intende perseguire con la collaborazione dei propri partner produttivi. Nel secondo incontro invece sono stati illustrati i contenuti più significativi delle Condizioni Generali di Acquisto, approfonditi i principi del Codice Etico e le previsioni del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex d.lgs. 231/2001, e illustrate le iniziative ed i risultati della lotta alla contraffazione.
Ai fornitori presenti sono infine state spiegate le ragioni che hanno indotto Moncler ad intraprendere un processo di audit: un’opportunità di reciproca conoscenza, costruttivo confronto e continua crescita e miglioramento verso l’eccellenza.