Lotta al cambiamento climatico

Il Gruppo Moncler considera la lotta al cambiamento climatico una priorità ed è impegnato sia a ridurre la propria impronta di carbonio, sia a mitigare i rischi e i potenziali effetti che il cambiamento climatico stesso può avere sulle proprie attività. Affrontare il cambiamento climatico è una sfida collettiva che supera i confini dell’azienda e della sua catena del valore, estendendosi oltre i confini nazionali e coinvolgendo tutti i settori, dalle aziende ai governi e alle organizzazioni non governative.

 

La strategia climatica del Gruppo è basata su un percorso a tappe, costantemente monitorata e soggetta a revisione annuale.

 

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In particolare, il Gruppo Moncler si è impegnato a ridurre, entro il 2030, del 70% le emissioni di CO2e assolute di scope 1 e scope 2 (in linea con l’ambizione “1,5°C”) e del 52% le emissioni di CO2e di scope 3 per unità di prodotto venduto rispetto al 20211 2 (in linea con l’ambizione “Well-Below 2°C”).  Tali obiettivi, sottomessi nel 2022 e formalmente approvati dall’iniziativa Science Based Targets (SBTi)3, sono stati giudicati coerenti con il contributo richiesto alle aziende per limitare l’innalzamento massimo della temperatura mondiale rispetto ai livelli pre-industriali.

 

Nel 2025, il Gruppo Moncler ha condotto un’analisi interna4 per rivedere il proprio obiettivo di decarbonizzazione relativo alle emissioni di scope 3 e allinearlo alle best practice che vedono nel target assoluto un impegno più virtuoso. Attualmente questa proposta è in fase di valutazione da parte di SBTi. L’obiettivo sulle emissioni scope 1 e scope 2 resta invariato, in quanto il perimetro non ha subito variazioni significative. 

 

All’interno della strategia climatica, l’adozione di energia da fonti rinnovabili, il miglioramento dell’efficienza operativa e l’utilizzo di materiali “preferred”5 sono tra le principali leve di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (GHG)6,  in coerenza con gli obiettivi fissati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals – SDGs). 


Il Gruppo rimane altresì impegnato a raggiungere emissioni nette pari a zero (Net Zero)7 lungo tutta la catena del valore entro il 2050, in linea con gli sforzi richiesti nell’Accordo di Parigi8 volti a limitare l'aumento della temperatura media globale a 1,5 °C. A tal proposito, l'ambizione del Gruppo si articolerà su due fasi complementari, da portare a termine entro il 2050 rispetto al 2021, in linea con quanto indicato dalla Science Based Targets initiative:
• ridurre del 90% le emissioni GHG di scope 1, 2 e 3;
• neutralizzare le emissioni residue con progetti di assorbimento di CO2.

 

Relazione Finanziaria Annuale_PDF_WEB_IT_5042px_v2-11.png

In quest’ottica, il Gruppo Moncler sta esplorando quali progetti di carbon removal e attività che immagazzinano carbonio potrebbero supportare il proprio percorso per raggiungere il Net Zero.

 

Moncler si impegna a riportare e comunicare in maniera trasparente il proprio impatto sul cambiamento climatico e i risultati delle attività di mitigazione attraverso la Rendicontazione di Sostenibilità e il questionario Climate Change di CDP.


Consumi energetici ed emissioni scope 1 e 2

I consumi energetici diretti e indiretti presso le sedi del Gruppo Moncler sono principalmente legati all’attività produttiva in Italia e Romania e al polo logistico italiano di Castel San Giovanni (Piacenza) oltre al riscaldamento, condizionamento, all’illuminazione delle strutture e al funzionamento delle apparecchiature informatiche nelle sedi corporate e nei negozi di Moncler e Stone Island.

 

Il Gruppo Moncler, nel 2025, ha registrato un consumo energetico presso le proprie sedi di 68.022 MWh, in aumento di circa il 9% rispetto al 2024, attribuibile all’aumento della produzione diretta, all’acquisizione e affitto di nuovi edifici, alla crescita dell’organico (+4%) e all’ampliamento del network dei negozi diretti. Nonostante l’aumento dei consumi, la quota di energia proveniente da fonti fossili rispetto al consumo totale di energia ha continuato a diminuire anche nel 2025 (-1% rispetto al 2024).

CONSUMI ENERGETICI DIRETTI (MWh)⁹20242025
Consumo totale di energia
62.289
68.022
CONSUMO TOTALE DI ENERGIA DA FONTE FOSSILE
11.558
12.370

Consumo di combustibile da carbone e prodotti del carbone

-
-

Consumo di combustibile da petrolio greggio e prodotti petroliferi10

3.550
4.547

Consumo di combustibile da gas naturale11

8.008
7.823
Consumo di combustibile da altre fonti non rinnovabili
-
-
Consumo di elettricità, calore, vapore e raffreddamento acquistati o acquisiti da fonti fossili
-
-
Quota di fonti fossili sul consumo totale di energia
19%
18%
CONSUMO DA FONTI NUCLEARI
-
-

Quota di consumo di fonti nucleari sul consumo totale di energia

-
-

CONSUMO TOTALE DI ENERGIA DA FONTE RINNOVABILE

50.731
55.652

Consumo di combustibili da fonti rinnovabili, compresa la biomassa (include anche i rifiuti industriali e urbani di origine biologica, il biogas, l'idrogeno rinnovabile, ecc.)

-
-

Consumo di elettricità, calore, vapore e raffreddamento acquistati o acquisiti da fonti rinnovabili12

50.271
54.656

Consumo di energia rinnovabile autoprodotta senza ricorrere a combustibili13

460
996

QUOTA DI ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI SUL CONSUMO TOTALE DI ENERGIA

81%
82%

Produzione di energia non rinnovabile

-
-

Produzione di energia rinnovabile

496
1.153

Consumo totale di energia da attività in settori ad alto impatto climatico per ricavi netti14 da attività in settori ad alto impatto climatico15

20,04
21,72
EMISSIONI¹⁶ DI SCOPE 1 E 2 (TONNELLATE DI CO₂e)20242025

EMISSIONI DIRETTE (scope 1)

2.382
2.742

Gas Naturale11

1.450
1.416

Diesel10

264
341¹⁷

Benzina10

607
881¹⁸

Fluidi refrigeranti

61
104

Percentuale di emissioni scope 1 provenienti da sistemi di scambio di quote di emissione regolamentati19

-
-

EMISSIONI INDIRETTE (scope 2)

Location-based

17.758
18.616

Market-based

-
-

EMISSIONI TOTALI (scope 1 e 2)

Location-based

20.140
21.358

Market-based

2.382
2.742

Iniziative di riduzione dei consumi e delle emissioni scope 1 e 2

Al fine di ridurre i consumi energetici e le emissioni GHG, il Gruppo Moncler sta implementando diverse attività nelle proprie sedi a gestione diretta (sedi produttive, uffici, polo logistico e negozi):


UTILIZZO DI ENERGIA ELETTRICA DA FONTI RINNOVABILI


In linea con gli impegni presi, il Gruppo Moncler per le sedi aziendali a gestione diretta del mondo, dal 2023, si approvvigiona esclusivamente di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili, strumento chiave per il percorso di decarbonizzazione del Gruppo. Questo risultato è stato raggiunto attraverso:

  • installazione di pannelli fotovoltaici: presso il polo logistico di Castel San Giovanni (Piacenza) e lo stabilimento di Padernello di Paese (Treviso), gli impianti fotovoltaici hanno contribuito rispettivamente alla generazione di oltre 1.000 MWh e di 12 MWh di energia nel 2025. Parallelamente, Stone Island, attraverso l’impianto fotovoltaico presso la sede di Ravarino (Modena), ha prodotto circa 116 MWh di energia. È inoltre prevista nel 2026 l’entrata in funzione dell’impianto fotovoltaico installato presso il nuovo Headquarter di Moncler a Milano;
  • acquisto di elettricità da fonti rinnovabili: anche nel 2025 il Gruppo ha continuato a convertire i contratti di fornitura di energia convenzionale in contratti di energia elettrica proveniente da fonte rinnovabile a livello mondo.
    Laddove non disponibile un’offerta di energia da fonte rinnovabile da parte del provider energetico, il Gruppo ha proseguito con l’acquisto di Certificati di Attribuzione dell'Energia (EACs), tra cui i certificati di Garanzie d’Origine (GO), Renewable Energy Certificate (REC), New Zealand Energy Certificate (NZEC), Non-Fossil Value Certificate (NFC), Korean Renewable Energy Certificate (K-REC) e International Renewable Energy Certificate (I-REC). Il costo d’acquisto dei Certificati di Attribuzione dell'Energia è parte integrante della pianificazione finanziaria annuale del Gruppo, che tiene in considerazione sia di eventuali ampliamenti del canale retail, con conseguente aumento di consumi energetici, che di potenziali variazioni di prezzo dei certificati.

Queste iniziative hanno permesso al Gruppo di mantenere a zero le emissioni GHG di scope 2 (market-based) relative al consumo di energia elettrica acquistata, in tutte le sedi nel mondo. 

 

INIZIATIVE DI EFFICIENTAMENTO ENERGETICO

 

Per quanto riguarda l’efficientamento energetico, il Gruppo Moncler, nell’ambito del proprio Sistema di Gestione dell’Energia, svolge regolarmente diagnosi energetiche finalizzate all’individuazione di nuove opportunità di miglioramento delle prestazioni energetiche. Tali analisi consentono di comprendere in modo approfondito i profili di utilizzo dell’energia, individuare eventuali inefficienze e definire interventi mirati. Sulla base delle evidenze raccolte, il Gruppo attua un processo di miglioramento continuo a supporto del raggiungimento degli obiettivi in materia di decarbonizzazione ed efficienza energetica.  Nel corso del 2025, le diagnosi hanno interessato i siti italiani del Gruppo, caratterizzati da livelli di consumo più elevati.

In particolare, nel 2025, è proseguita l’attività di installazione di sistemi di illuminazione a basso consumo e di ottimizzazione degli impianti di riscaldamento e climatizzazione, sia nei siti già operativi sia nelle nuove costruzioni.

Tali interventi sono stati supportati da continui investimenti nell’integrazione di sistemi innovativi e apparecchiature ad alta efficienza, in linea con i requisiti tecnici del Regolamento UE sulla Tassonomia 852/2020. 

 

Nello specifico, nelle sedi corporate di Moncler, in continuità con quanto svolto gli anni scorsi, è proseguita l’attività di sostituzione di impianti di illuminazione tradizionale con lampade a Light-Emitting Diode (LED)20 e di sistemi di isolamento termico per garantire una maggiore efficienza energetica. Nelle sedi di Milano, la quasi totalità degli impianti di illuminazione è costituita da sistemi più efficienti rispetto a quelli convenzionali; presso la sede corporate di Trebaseleghe (Padova) circa il 95% dei sistemi di illuminazione è a basso consumo, percentuale che si attesta a circa l’80% presso la sede di Ravarino (Modena).

Ad oggi, l’intera sede produttiva in Romania e l’intero polo logistico di Castel San Giovanni (Piacenza) sono dotati di impianti a LED. Il nuovo stabilimento dedicato alla maglieria di Padernello di Paese (Treviso), anch’esso interamente illuminato a LED, è stato dotato anche di un impianto fotovoltaico sull’intera copertura dell’edificio e di un sistema di monitoraggio Building Management System (BMS) finalizzato alla gestione integrata di tutte le funzioni tecnologiche dello spazio, dal controllo degli accessi alla gestione dell’illuminazione e della climatizzazione al fine di avere una gestione più efficiente dei consumi energetici. Inoltre, nel 2025 i lavori di ristrutturazione svolti presso l’Hub di Ravarino (Modena) hanno consentito l’ottimizzazione dell’areazione interna, l’installazione di sistemi LED e di sistemi di riscaldamento a pompa di calore. Nel reparto tintoria sono in corso interventi per l’implementazione di un impianto solare termico a supporto della produzione, la sostituzione delle caldaie con pompe di calore, la realizzazione di un impianto di processo dedicato al preriscaldamento dell’acqua e la sostituzione degli infissi, per migliorare l’efficienza energetica dell’edificio.

Infine, nell’ambito della progettazione del complesso del nuovo Headquarter di Moncler a Milano, il Gruppo ha realizzato un involucro edilizio ad alte prestazioni, volto a ridurre le dispersioni termiche, e ha previsto l’installazione di sistemi avanzati di climatizzazione basati su pompe di calore ad acqua di falda e aria, integrati da un impianto fotovoltaico con una potenza installata pari a circa 360 kWp e da un impianto solare termico composto da 76 pannelli.

 

Per quanto riguarda i negozi, ad oggi oltre il 99%21 dei punti vendita Moncler (100% negli Stati Uniti, in Corea del Sud, in Giappone e in Europa) è dotato di impianti d’illuminazione a LED. La stessa tipologia di impianti è prevista per i nuovi negozi di Stone Island a livello globale. 

 

In linea con quanto svolto nel corso degli anni precedenti, anche nel 2025, il Gruppo ha implementato attività volte a rinnovare gli impianti elettrici dei negozi, utilizzando nuove tecnologie che garantiscono un risparmio energetico.

A tal proposito, dal 2021 Moncler ha iniziato a dotare i negozi di impianti di supervisione Building Management System (BMS) per la gestione più efficiente dei consumi energetici.

 

In continuità con le iniziative realizzate, il Gruppo si è posto l’obiettivo di definire le nuove Building Guidelines, accompagnate dal relativo piano di attuazione, finalizzate all’individuazione e all’implementazione di soluzioni di elettrificazione ed efficienza energetica presso le sedi aziendali a gestione diretta.  

 

CERTIFICAZIONI AMBIENTALI LEED E BREEAM


Dal 2021 il Gruppo ha avviato un processo di certificazione ambientale ed energetica dei propri negozi e di tutte le nuove costruzioni di sedi corporate secondo lo standard LEED. Adottando questa certificazione, che richiede l’implementazione di interventi di efficienza energetica, il Gruppo si impegna a mettere in atto buone pratiche energetiche per ogni nuovo progetto. 

 

A partire dal 2023 il Gruppo Moncler è impegnato annualmente ad ottenere la certificazione LEED per i nuovi store22

 

A fronte di questo obiettivo, ad oggi il Gruppo Moncler conta:
  • otto negozi certificati secondo lo standard LEED per Building Operations and Maintenance e due negozi in corso di certificazione;
  • 43 negozi certificati secondo lo standard LEED Interior Design and Construction e 18 negozi in corso di certificazione.

Per quanto riguarda le sedi produttive, il Gruppo dopo aver ottenuto la certificazione LEED Building Design and Construction per l’estensione dello stabilimento realizzato in Romania, ha conseguito la stessa certificazione nel 2025 per il nuovo stabilimento dedicato alla maglieria a Padernello di Paese (Treviso). È inoltre in corso l’allineamento agli stessi criteri per la ristrutturazione dell’edificio dedicato alla tintoria di Stone Island.

 

Per quanto riguarda gli uffici, nel 2025 il Gruppo ha ottenuto la certificazione LEED for Interior Design and Construction per il nuovo Hub di Ravarino (Modena) e, a febbraio 2026, la certificazione LEED for Building Design and Construction per il nuovo Headquarter di Moncler a Milano.

 

Infine, presso il polo logistico di Castel San Giovanni (Piacenza) è stata conseguita la certificazione BREEAM In-Use con livello Excellent, che attesta una gestione più efficiente dell’edificio e un miglioramento delle prestazioni energetiche e ambientali.

 

FLOTTA AUTO A BASSE EMISSIONI


Nel corso dell'anno, il Gruppo ha continuato a introdurre veicoli a basso impatto ambientale (vetture ibride ed elettriche) nella flotta auto, superando l'obiettivo prefissato e portando al 98% la quota di tali veicoli, in linea con il 2024. Sulla base dei risultati conseguiti, il Gruppo ha fissato un nuovo obiettivo al 2028 volto a garantire che almeno il 45% del parco auto aziendale sia composto da veicoli con emissioni inferiori a 50g di CO₂ per chilometro percorso23.

Carbon neutrality

Nel 2025 il Gruppo ha mantenuto la carbon neutrality24 per tutte le sedi a gestione diretta nel mondo.

 

Per mantenere la neutralità climatica e in linea con quanto svolto nel corso degli scorsi anni, le emissioni di scope 1 e 2 (market-based) sono state ridotte (-6% rispetto all’anno precedente), mentre le emissioni residue non evitabili sono state compensate attraverso tre progetti certificati sul mercato volontario e focalizzati, rispettivamente, sull’economia circolare e sull’energia rinnovabile.

 

Il primo progetto supportato è relativo all’ampliamento di un impianto di riciclo di rifiuti plastici in Romania ad alta efficienza energetica certificato Gold Standard. A questa iniziativa si aggiunge il contributo alla realizzazione di due progetti che hanno l’obiettivo di incrementare l’accesso alle energie da fonti rinnovabili: un impianto fotovoltaico, certificato secondo il Verified Carbon Standard, presso le isole Mauritius, e un impianto eolico off-shore, certificato secondo Gold Standard, in Vietnam. I tre progetti sono di rilievo non solo dal punto di vista ambientale ma anche sociale in quanto hanno permesso di creare nuove opportunità di lavoro e sensibilizzare le comunità locali circa le tematiche ambientali e l’importanza del riciclo e della gestione delle risorse locali.

Per monitorare la riduzione e la compensazione delle emissioni di gas serra nei propri siti, il Gruppo annualmente:

  • monitora l’attuazione delle linee guida del Gruppo per l’approvvigionamento di energia rinnovabile;
  • collabora con i dipartimenti aziendali competenti per identificare costantemente le aree di miglioramento in materia di efficienza energetica;
  • monitora i consumi energetici e le relative emissioni di CO2 attraverso strumenti aziendali dedicati e il supporto di una società di consulenza;
  • collabora con partner riconosciuti per l’acquisto di certificati di energia rinnovabile (EACs) e crediti di CO2 allineati ai più importanti standard internazionali come il Gold Standard o il Verified Carbon Standard (VCS).

Emissioni di CO₂e scope 3

Con riferimento alle emissioni GHG generate lungo la catena del valore, nel 2025 le emissioni scope 3 del Gruppo, calcolate per tutte le categorie significative, sono state pari a 224.634 tonnellate di CO2e, in diminuzione di circa il 2%25 in termini assoluti rispetto all’anno precedente.

 

Le emissioni GHG generate dalla produzione delle materie prime, lavorazioni tessili e produzione dei capi finiti rappresentano circa il 70% delle emissioni scope 3 del Gruppo. Nel 2025, Moncler ha continuato il processo di miglioramento della completezza della qualità del dato integrato nei calcoli delle emissioni, grazie alle informazioni raccolte tramite il processo di tracciabilità e alla raccolta approfondita dei dati sui consumi energetici dei fornitori. L’inserimento nelle collezioni di materiali “preferred”, come nylon e poliestere realizzati con materie prime riciclate e cotone biologico, ha evitato circa 11.000 tonnellate di CO2e. Il Gruppo si aspetta che queste scelte, insieme alle altre attività avviate sulla filiera e nel sistema logistico, possano continuare a contribuire negli anni alla riduzione delle emissioni GHG in linea con gli impegni presi con l’iniziativa SBTi. 

 

Le emissioni legate alla logistica industriale e distributiva26 del Gruppo nel 2025 ammontano a 25.643 tonnellate di CO2e27, registrando un lieve incremento rispetto all’anno precedente, riconducibile principalmente ad alcune spedizioni effettuate per via aerea a causa di eccezionali necessità logistiche. 

 

Le emissioni legate alle trasferte di lavoro e agli spostamenti casa-lavoro hanno registrato una diminuzione rispetto al 2024 nonostante l’aumento del numero di dipendenti del Gruppo (+4% rispetto al 2024).

 

Si riportano di seguito le emissioni di scope 3 suddivise per le categorie ritenute significative per il Gruppo. 

EMISSIONI DI SCOPE 3 (TONNELLATE DI CO₂e)20242025

EMISSIONI SCOPE 328

227.986
224.634²⁹

3.1 Materie prime e produzione capi finiti 30 31

163.121
158.159

3.2 Capital goods32

9.257
9.874

3.3 Energia indiretta

1.309
1.361

3.4 Trasporto e distribuzione

23.329
25.643

di cui trasporto via nave

169
133

di cui trasporto via aereo

21.403
23.792

di cui trasporto via terra

1.757
1.718

3.5 Rifiuti

122
184

3.6 Trasferte di lavoro

2.993
3.016

3.7 Spostamento dipendenti casa-lavoro

13.175
12.928

3.8 Beni o immobili in locazione – upstream33

-
-

3.9 Magazzini terziarizzati

569
672

3.10 Trasformazione dei prodotti venduti34

-
-

3.11 Utilizzo del prodotto

10.384
9.885

3.12 Fine vita del prodotto

3.727
2.912

3.13 Beni o immobili in locazione – downstream35

-
-

3.14 Franchises36

-
-

3.15 Investimenti37

-
-

Aree strategiche per la mitigazione delle emissioni scope 3

Per la natura del suo modello di business, in cui la produzione è prevalentemente gestita tramite fornitori, gli impatti ambientali più significativi del Gruppo Moncler sono quelli indiretti (scope 3) pari a circa il 99%delle emissioni totali del Gruppo. Al fine di limitare l’impatto indiretto legato alla realizzazione e alla distribuzione dei prodotti, nei limiti della propria capacità di influenza, Moncler e Stone Island incoraggiano i propri partner, produttivi e logistici, all’applicazione di buone pratiche ambientali.

 

MATERIALI "PREFERRED"

 

Tra le materie prime utilizzate, inclusi i materiali per i prodotti finiti e gli imballaggi, la lana ed il cotone rappresentano la principale fonte di emissioni GHG, seguite dai materiali sintetici, come ad esempio nylon e poliestere.

 

Per ridurre questo impatto, da diversi anni, il Gruppo Moncler sta progressivamente sostituendo i materiali convenzionali con alternative di origine riciclata, biologica o provenienti da agricoltura rigenerativa che garantiscono una riduzione delle emissioni generate e quindi rappresentano una leva chiave della strategia climatica del Gruppo. Questo approccio non solo supporta l’impegno aziendale contro il cambiamento climatico, ma contribuisce anche a mitigare altri impatti ambientali. A seguito del raggiungimento degli obiettivi intermedi definiti nel precedente Piano di Sostenibilità, il Gruppo ha ulteriormente rafforzato il proprio percorso fissando nuovi target. In particolare, le collezioni 202838 del Gruppo dovranno includere:

• ≥70% di nylon “preferred”;

• ≥65% di cotone “preferred”;

• ≥75% di lana certificata secondo specifici standard (ad esempio Responsible Wool StandardRWS, Nativa, Sustainawool).

 

Nel 2025, in particolare, il Gruppo ha utilizzato oltre il 55% di cotone riciclato o biologico, oltre il 60% di nylon riciclato e oltre il 70% di lana certificata, ad esempio Responsible Wool Standard (RWS), Nativa, Sustainawool. Grazie all'acquisto di questi materiali, fatta eccezione per la lana, per la quale non è stato ancora definito un fattore di emissione che valorizzi il beneficio del passaggio a una soluzione a più basso impatto, il Gruppo ha evitato l'emissione di oltre 11.00039 tonnellate di CO2e nel 2025, rispetto all'acquisto delle equivalenti materie prime convenzionali. A supporto di questi risultati ha contribuito anche il Raw Material Manual40, pubblicato nel 2024, che riassume i criteri e le soglie per guidare la scelta di materiali e accessori a più basso impatto ambientale rispetto alle soluzioni convenzionali e in linea con le best practice sul benessere animale.

 

Allo stesso modo, il Gruppo Moncler è impegnato nella riduzione dei consumi di materiali per il packaging e nella ricerca e applicazione di alternative a più basso impatto rispetto a soluzioni convenzionali. Negli ultimi anni, infatti, il Gruppo ha avviato una serie di programmi di miglioramento per il design del packaging focalizzati principalmente sulla riciclabilità, riutilizzabilità41 e capacità di durare nel tempo oltre che sulla diminuzione di materiale utilizzato.

Dal 2022, il packaging destinato al cliente finale è realizzato con materiali “preferred” così come, dal 2023, quello logistico.

 

AGRICOLTURA RIGENERATIVA

 

A partire dal 2023 il Gruppo Moncler supporta progetti dedicati a pratiche di agricoltura rigenerativa lungo le filiere del cotone e della lana, con effetti di mitigazione sia delle emissioni GHG che dell’impatto sulla biodiversità, e l’implementazione di nuove metodologie di misurazione degli impatti in linea con i più recenti standard di riferimento. In particolare, tra i progetti avviati sulla filiera del cotone, il Gruppo ha aderito ad un progetto di agricoltura rigenerativa sviluppato in Tennessee, in collaborazione con Ecosystem Services Market Consortium (ESMC)42, che promuove tecniche di riduzione di lavorazione del suolo, applicazione di cover crops e gestione efficiente dei nutrienti, e che ha permesso di rimuovere negli anni circa 195 tonnellate di CO2e dall’atmosfera aumentando la capacità di sequestro di carbonio del suolo nelle aree interessate. Gli impatti del progetto sono stati verificati e certificati da SustainCERT43.

Relativamente alla filiera della lana, il Gruppo ha continuato a supportare il progetto lanciato in Australia, insieme a PUR Projet44, che nel 2025 ha visto la finalizzazione delle baseline degli allevamenti che serviranno per il monitoraggio delle attività implementate sul campo.

 

DECARBONIZZAZIONE DELLA CATENA DI FORNITURA

 

Nel 2025, le emissioni generate dai processi produttivi lungo la catena di fornitura, dalla trasformazione delle materie prime al confezionamento dei capi, rappresentano circa il 30% delle emissioni di scope 3 del Gruppo. All’interno di queste attività, i processi di tessitura, tintura e finissaggio risultano essere le fasi a maggiore intensità emissiva, rappresentando circa il 65% di queste emissioni. 

Il Gruppo collabora attivamente con i propri fornitori per monitorare i consumi energetici e definire obiettivi e piani mirati alla riduzione della loro impronta di carbonio.

Negli ultimi anni, è stata avviata un'attività di mappatura dei consumi energetici e della relativa tipologia di energia utilizzata lungo la filiera con l’obiettivo di integrare tali dati nella carbonfootprint di Gruppo e individuare, insieme ai propri fornitori, opportunità di efficientamento energetico e di transizione verso energia da fonti rinnovabili.

Tale attività è proseguita anche nel 2025, con la raccolta e l’integrazione dei dati primari relativi ai consumi energetici e alla tipologia di energia utilizzata presso oltre 170 siti produttivi dei fornitori diretti e dei loro subfornitori. Ad oggi circa il 30% di energia elettrica consumata presso questi siti proviene da fonti rinnovabili, di cui il 20% derivante da autoproduzione da impianti fotovoltaici installati in situ e il restante 80% proveniente da fonti rinnovabili certificate.

Considerando lo stesso perimetro di fornitori e i relativi siti produttivi mappati negli ultimi due anni, la percentuale di fornitori che si è approvvigionata di energia elettrica esclusivamente da fonte rinnovabile (autoprodotta o acquistata certificata) è aumentata del 12%.

 

Questo processo, affiancato da partner esterni per la fase di verifica del dato, permette al Gruppo sia di migliorare la qualità del dato utilizzato, sia di monitorare nel tempo le azioni virtuose implementate dai propri fornitori. 

 

Nel 2025, il Gruppo ha continuato a mettere a disposizione il supporto consulenziale, in collaborazione con Apparel Impact Institute45, con l'obiettivo di accelerare la transizione verso pratiche a basse emissioni nella propria catena di fornitura. In particolare, sono stati coinvolti 13 fornitori, all’interno del programma Carbon Target Setting (CTS), che prevede un percorso strutturato di accompagnamento nella definizione di obiettivi di riduzione delle emissioni GHG, nell’incremento dell’utilizzo di energia da fonti rinnovabili e nella predisposizione di un piano di decarbonizzazione di medio-lungo periodo. Il programma CTS ha inoltre consentito di identificare possibili strumenti di agevolazione economica (ad esempio incentivi statali) a supporto dell’implementazione di tali interventi, favorendo così una maggiore concretezza e fattibilità delle strategie di decarbonizzazione. Il Gruppo continuerà a collaborare con i fornitori che presentano processi di lavorazione più intensivi dal punto di vista energetico e a stimolare l’adozione di energia rinnovabile presso la catena di fornitura.

 

Il Gruppo ha, inoltre, avviato una campagna di sensibilizzazione lungo la filiera mirata alla promozione delle migliori pratiche ambientali del settore. Tale attività è stata svolta sia attraverso workshop dedicati con fornitori di primo e secondo livello sia attraverso la condivisione del Climate & Energy Toolkit, mediante i canali di procurement aziendali, che fornisce strumenti concreti per una comprensione efficace su come monitorare e accelerare la transizione verso modelli produttivi a più basse emissioni rispetto a quelli convenzionali.

 

Consapevole che la decarbonizzazione della filiera richiede un impegno collettivo dell’intero settore, il Gruppo ha aderito all’European Accelerator, iniziativa guidata da The Fashion Pact, che riunisce i principali gruppi del lusso, con l’obiettivo di accelerare la decarbonizzazione attraverso azioni condivise e strumenti comuni. La prima fase del programma, che ha visto sin da subito il coinvolgimento di un panel di fornitori, si è concentrata sulla semplificazione della rendicontazione, sviluppando un questionario dedicato alla raccolta dei principali dati ambientali, favorendo così un approccio più efficiente e armonizzato alla misurazione delle performance di filiera.

 

Per rafforzare ulteriormente questo approccio il Gruppo Moncler ha creato un Comitato, in seno al Comitato Sostenibilità, dedicato alla supervisione del programma di decarbonizzazione della filiera. Composto da figure chiave del top management, responsabili delle funzioni acquisti, dal team Sustainable Supply Chain e dall’Unità di Sostenibilità, il Comitato combina competenze strategiche e operative, assicurando un approccio integrato e multidisciplinare. Tra le sue responsabilità principali figurano la guida della strategia di coinvolgimento dei fornitori per la riduzione delle emissioni, la supervisione delle attività implementate e il monitoraggio dei progressi, al fine di garantire il raggiungimento degli obiettivi aziendali di decarbonizzazione. Questo organismo rappresenta un pilastro fondamentale nella promozione di una transizione energetica efficace lungo tutta la filiera, favorendo la collaborazione tra funzioni aziendali e fornitori.

 

 

Metodologia Scope 3

Iniziative di mitigazione dei rischi teorici legati ai cambiamenti climatici

Il Gruppo ha messo in campo una serie di presidi per mitigare gli effetti del rischio teorico derivante dall'intensificazione di fenomeni climatici estremi e cronici (ad esempio forti precipitazioni, ondate di calore o di freddo, fenomeni di siccità, ecc.) che potrebbero colpire i siti fisici comportando la possibile interruzione o riduzione dei livelli di produzione (continuità operativa). In particolare, adotta delle coperture assicurative finalizzate a limitare l’impatto economico derivante da eventuali danni dovuti a fenomeni climatici estremi ed esegue regolari valutazioni dei rischi fisici legati al clima (ad esempio, l'esposizione dell'area a rischi idrogeologici e geomorfologici). Sulla base dei risultati ottenuti dalle valutazioni svolte, il Gruppo adegua la progettazione dei siti con l'obiettivo di ridurre al minimo la propria esposizione ai rischi identificati. In aggiunta, ha definito piani di azione per fronteggiare, con celerità ed efficacia, eventuali situazioni emergenziali relative ai propri servizi logistici, al fine di garantire la business continuity.

 

Rispetto al rischio associato ai cambiamenti nelle dinamiche di acquisto dei clienti con potenziali preferenze per prodotti a più basso impatto o per capi più leggeri, da anni il Gruppo ha iniziato a introdurre nelle proprie collezioni prodotti con materiali “preferred”, dal piumino bio-based nel 2019 alla gamma di capi creati con tessuti riciclati nella collezione Moncler Grenoble del 2021 al lancio, nelle collezioni Moncler, di una selezione di giacche “Born To Protect”, progetto che è diventato un total look nel 2022, includendo anche capi e accessori sostenibili. Oggi, grazie alla collaborazione dei team di Design, Fabric and Research and Developement, Operations e Merchandising, il Gruppo sta progressivamente integrando nelle collezioni tessuti e filati a più basso impatto rispetto alle soluzioni convenzionali (oltre il 55% nelle collezioni 2025); inoltre Moncler ha ampliato la gamma di prodotti nel corso degli anni, includendo, insieme ad altre nuove categorie (tra cui t-shirt, felpe, maglieria, scarpe e altri accessori) anche piumini leggeri, che possono essere utilizzati a temperature più miti, o soluzioni multistrato che aumentano le occasioni d’utilizzo.

Climate strategy

Note

1 Il valore assoluto delle emissioni scope 1 e scope 2 (market-based) del 2021, che costituisce il base year dell’obiettivo, è pari a 5.065 tonnellate di CO2e (scope 1 e scope 2 market-based sono pari a 2.332 e 2.733 tonnellate di CO2e, rispettivamente).

2 Il valore assoluto di scope 3 del 2021 considerato per il base year dell’obiettivo è pari a 206.932 tonnellate di CO2e. In linea con le raccomandazioni della Science Based Targets initiative le emissioni di scope 3 coperte dall'obiettivo non includono le emissioni associate all'utilizzo del prodotto.

3 SBTi (Science Based Targets intiative) è l’iniziativa che definisce obiettivi di riduzione delle emissioni basati sulla scienza, per rafforzare la posizione competitiva delle aziende che vogliono passare a un'economia a basse emissioni di carbonio. Nasce nel 2015 dalla collaborazione tra CDP, United Nations Global Compact, World Resources Institute (WRI) e World Wide Fund for Nature (WWF) e mira a guidare le aziende in un percorso di decarbonizzazione strutturato verso la riduzione significativa e scientificamente fondata delle emissioni di gas serra.

4 Svolta prendendo in considerazione elementi quali, ad esempio, anno base, anno target, applicabilità delle linee guida Forest, Land and Agriculture (FLAG), ecc..

5 Materiali che mirano ad avere un minor impatto rispetto alle soluzioni convenzionali utilizzate dal Gruppo Moncler (per esempio riciclati, biologici, da agricoltura rigenerativa o certificati in linea con specifici standard).

6 Con riferimento agli obiettivi fissati, non risultano emissioni di gas a effetto serra (GHG) bloccate (“locked-in”) associate agli asset di proprietà. Di conseguenza, non emergono rischi che tali emissioni possano ostacolare il raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni GHG. Nonostante ciò, il Gruppo prosegue nel monitoraggio continuo dei propri asset al fine di mantenere la flessibilità necessaria all'adattamento agli obiettivi di sostenibilità e riduzione delle emissioni.

7 Secondo il panel intergovernativo sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite (Intergovernmental Panel on Climate Change - IPCC) il raggiungimento di Net Zero comporta l'equilibrio complessivo tra le emissioni di gas a effetto serra (GHG) prodotte e quelle assorbite dagli ecosistemi, attraverso meccanismi di neutralizzazione. In particolare, per contribuire al raggiungimento di emissioni nette pari a zero, le aziende devono ridurre le emissioni e neutralizzare le emissioni residue. Secondo quanto definito dalla Science Based Targets initiative il raggiungimento di Net Zero coinvolge le emissioni GHG di scope 1, 2 e 3.

8 Il Gruppo Moncler, per la natura del suo business, non è escluso dal EU Paris-aligned Benchmark (EU PAB), strumento finanziario introdotto dall'Unione europea per aiutare gli investitori a supportare la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio, in linea con gli obiettivi dell'Accordo di Parigi sul clima.

9 Per il calcolo dei consumi di energia elettrica e gas, sono stati raccolti i dati relativi ai primi dieci mesi dell'anno, ove disponibili, mentre per i mesi restanti o in caso di informazioni parziali, i consumi sono stati stimati.

10 I dati includono consumi e relative emissioni di carburante per i generatori di emergenza e del parco auto con riferimento al perimetro globale. Nel 2025 il parco auto del Gruppo è caratterizzato per oltre il 95% da mezzi ibridi ed elettrici, a cui sono stati applicati i relativi fattori di consumo del mezzo. Per il calcolo sono stati utilizzati i fattori di conversione GLEC Framework 3.1.

11 I dati comprendono il totale dei consumi energetici calcolati sulla base delle informazioni raccolte attraverso le bollette delle utenze. Per il calcolo sono stati utilizzati i fattori di conversione DEFRA 2024.

12 Il dato include energia verde certificata tramite i Certificati di Attribuzione dell'Energia (EAC), tra cui i Renewable Energy Certificate (REC)/Guarantee of Origin (GO)/International Renewable Energy Certificate (I-REC)/Non-Fossil Certificates (NFC)/Korean Renewable Energy Certificates (K-REC).

13 Il dato include il consumo di energia elettrica dagli impianti fotovoltaici installati sulle sedi del Gruppo.

14 Le società del Gruppo operano nel settore della vendita e del commercio al dettaglio (NACE Sezione G), classificato come ad alto impatto climatico, tutti i ricavi generati e i consumi energetici sono attribuiti a queste attività. I ricavi corrispondono a quanto rendicontato nella voce 4.1 Ricavi delle Note Esplicative al Bilancio Consolidato.

15 I settori ad alto impatto climatico sono quelli elencati nelle sezioni NACE da A ad H e nella sezione L (come definiti nel regolamento (UE) 2019/2088 e nell'Allegato 1 del relativo Regolamento delegato per quanto riguarda le norme di divulgazione sugli investimenti sostenibili).

16 Per il calcolo delle emissioni è stato considerato il controllo finanziario, il quale coincide con il controllo operativo, per la totalità delle emissioni scope 1 e scope 2. Inoltre, per il calcolo sono stati utilizzati i fattori di emissione DEFRA 2024 e quelli del GLEC Framework 3.1 per lo scope 1, mentre per lo scope 2 sono stati adottati i fattori dell’IEA 2025.

17 I consumi di diesel del 2025 risultano in aumento rispetto a quelli del 2024, in ragione di alcuni eventi straordinari di blackout presso alcuni siti del Gruppo, che hanno richiesto l’utilizzo di generatori di emergenza.

18 L’aumento delle emissioni rispetto al 2024 è principalmente legato all’introduzione di auto aziendali ibride a benzina in sostituzione ai veicoli alimentati esclusivamente a diesel, comportando un aumento della benzina consumata nel 2025.

19 Il Gruppo, al momento, opera al di fuori del mercato regolamentato delle emissioni Emission Trading System (ETS), in quanto non rientra tra i settori o le attività soggette agli obblighi di monitoraggio e scambio di quote previsti dal sistema europeo di scambio delle emissioni.

20 I LED di ultima generazione, capaci di garantire un’ottima qualità di luce, permettono un risparmio di energia stimato fino a circa l’80% rispetto ai sistemi di illuminazione usati precedentemente e al tempo stesso producono un calore residuale inferiore. Sempre con riferimento all’impatto ambientale, hanno una vita media sensibilmente superiore rispetto a quelle tradizionali e sono quasi completamente realizzate in materiale riciclabile.

21 Sono esclusi da questo computo gli shop-in-shop in cui gli impianti di illuminazione sono forniti dai department store ospitanti (14 in tutto il mondo) e sui quali, quindi, Moncler non può intervenire. Tuttavia, a fine 2025, tali shop-in-shop erano dotati di impianti di illuminazione a LED. 

22 Esclusi gli shop-in-shop.

23 Target subordinato all’implementazione della Decisione di esecuzione della Commissione (UE) 2023/1623.

24 Il raggiungimento della carbon neutrality include varie attività di riduzione delle emissioni di CO2 come, ad esempio, l’acquisto di energia da fonti rinnovabili, l’utilizzo di sistemi di illuminazione più efficienti, l’utilizzo di veicoli a basso impatto ambientale e la compensazione delle emissioni residue con crediti di carbonio generati da progetti ad impatto positivo. Ogni credito, certificato seguendo standard internazionali come il Gold Standard o Verified Carbon Standard (VCS), attesta l’avvenuta riduzione, o la rimozione, di una tonnellata di CO2 dall’atmosfera.

25 La percentuale media della riduzione annuale delle emissioni di scope 3 con riferimento al target di riduzione al 2030 rispetto all’anno base 2021 risulta pari a circa l’1,5%.

26 La logistica distributiva si occupa della gestione del trasporto e della distribuzione di prodotti finiti ai clienti. La logistica industriale, d'altra parte, si occupa della gestione dei flussi di materiali a monte della filiera.

27 Valore Well-to-Wheels (WtW). Le emissioni dei trasporti logistici sono state calcolate in conformità al GLEC Framework 3.1.

28 Il dato è calcolato applicando i fattori di emissione location-based a tutte le categorie di scope 3 ad esclusione della categoria “Materie prime e produzione capi finiti”. Le emissioni associate a tale categoria, per cui sono disponibili dati primari, sono state incluse nel computo applicando i relativi fattori di emissione market-based.

29 La percentuale delle emissioni di scope 3 calcolate a partire da dati primari nel 2025 è pari a circa il 76%.

30 Le emissioni di CO2e sono state calcolate utilizzando fattori emissivi regionalizzati sia per la fase di coltivazione e allevamento delle materie prime che per i processi di produzione lungo la filiera dei codici materiale più rilevanti per il Gruppo. Questo è stato possibile grazie alle informazioni raccolte ai fini degli obiettivi di tracciabilità del Gruppo.

31 Sono stati utilizzati dati primari dei consumi energetici di alcuni fornitori raccolti sia tramite diagnosi energetiche condotte in situ sia attraverso una campagna di raccolta informazioni specifiche sulle pratiche energetiche adottate nei siti produttivi dei fornitori diretti e indiretti.

32 A partire dal 2024, il calcolo della categoria Capital goods è stata utilizzata una metodologia più accurata, grazie alla disponibilità di una maggior granularità dei dati considerati. 

33 Questa categoria non è applicabile al Gruppo Moncler, in quanto il Gruppo non utilizza beni o immobili di terzi in affitto, i cui impatti non siano già inclusi nella rendicontazione di scope 1 e 2.

34 Questa categoria non è applicabile al Gruppo Moncler in quanto i prodotti venduti non necessitano di ulteriori lavorazioni o trasformazioni.

35 Questa categoria non è applicabile al Gruppo Moncler in quanto non possiede beni o immobili affittati ad altre società.

36 Questa categoria non è applicabile al modello di business del Gruppo Moncler, in quanto il Gruppo non possiede franchising.

37 Questa categoria non è applicabile al Gruppo Moncler in quanto tutte le società in cui il Gruppo investe sono consolidate integralmente; quindi, le emissioni sono già incluse nei dati di scope 1 e 2.

38 Il valore considera il fabbisogno in peso di filati e tessuti utilizzati complessivamente per la produzione delle collezioni Primavera-Estate (PE) e Autunno-Inverno (AI) 2028.

39 Il valore è calcolato considerando le emissioni che si sarebbero generate se il Gruppo avesse utilizzato materie prime convenzionali.

40 Consultabile nel sito web www.monclergroup.com, nella Sezione “Sostenibilità / Prodotto e innovazione”.

41 Si riferisce alla capacità di un prodotto di essere utilizzato più volte per lo stesso scopo, senza perdere le sue funzionalità, prestazioni o qualità.

42 Organizzazione no-profit che riconosce e premia gli agricoltori e gli allevatori per le loro pratiche ambientali. 

43 Organismo di certificazione ufficiale per il Gold Standard for the Global Goals, solido standard volto a garantire che le azioni per il clima contribuiscano anche agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

44 Organizzazione attiva nell'attività di insetting dal 2008, PUR Projet è una B Corp certificata e leader globale nell'implementazione di soluzioni nature-based.

45Apparel Impact Institute (Aii) è un’organizzazione no profit internazionale che promuove la decarbonizzazione nella filiera dell’abbigliamento e delle calzature, diffondendo soluzioni sull’efficienza energetica e l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili.