Dal 2021, il Gruppo Moncler conduce periodicamente analisi del suo potenziale impatto sulla biodiversità, anche grazie alla collaborazione attiva dei propri fornitori e alle informazioni raccolte attraverso il processo di tracciabilità delle materie prime che rappresenta una componente chiave per conoscere e valutare gli impatti lungo tutta la filiera. Questo approccio, allineato alle nuove linee guida tecniche per la definizione di obiettivi per la Natura Basati sulla Scienza - Science Based Targets for Nature1 dell'iniziativa Science-Based Targets Network (SBTN), è stato aggiornato con il supporto di un ente terzo qualificato.
Nell’ambito dell’aggiornamento dell’analisi, avviato dal 2024, il Gruppo ha valutato sia lo “stato della natura”, definito attraverso un set di indicatori in grado di descrivere le condizioni ambientali in termini fisici, chimici e biologici nelle aree in cui opera, sia le “pressioni sulla natura”, riconducibili ai cinque driver2 di perdita di biodiversità identificati dall’Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services (IPBES)3. Tali pressioni sono state analizzate attraverso studi di Life Cycle Assessment (LCA) finalizzati a stimare i potenziali impatti connessi, in particolare, all’uso del suolo, al consumo di risorsa idrica e all’inquinamento delle acque e del suolo.
Lo studio è stato applicato sia alle sedi a gestione diretta sia alle aree di approvvigionamento delle materie prime con potenziali impatti significativi in termini di biodiversità, con particolare riferimento alle materie prime di origine naturale, principalmente lana, cashmere, piuma e cotone. Nel corso del 2025, l’analisi è stata progressivamente estesa a ulteriori materiali, includendo anche carta e cartone utilizzati per il packaging, ampliando così il perimetro di valutazione lungo la catena del valore.
Sulla base delle evidenze emerse, il Gruppo ha identificato le proprie priorità di intervento, considerando la significatività degli impatti potenziali, l'urgenza delle azioni e la loro fattibilità tecnica ed economica, valorizzate all’interno del nuovo Piano di Sostenibilità 2026-2028.A fronte dei risultati emersi dall’analisi dell’impatto sulla biodiversità, al fine di mitigare potenziali rischi, sono state prioritizzate una serie di azioni sulla base del framework AR3T (Avoid, Reduce, Restore and Regenerate, and Transform) sia presso le proprie attività sia lungo la catena di fornitura.
Le azioni messe in campo riguardano:
AVOID
- Materie prime strategiche tracciate anche con l’obiettivo di identificare aree a potenziale rischio per la biodiversità
Un’attività importante per le analisi in ambito ambientale, non solo sulla biodiversità, ma anche sui cambiamenti climatici, così come per le valutazioni sociali, è la tracciabilità di prodotti e processi produttivi. Questa pratica sta assumendo un ruolo sempre più centrale nelle strategie di business, in ottica di identificazione e valutazione di rischi, opportunità e impatti della catena di fornitura.
Dal 2023, il Gruppo traccia, a livello di regione, oltre l’80%4 in volume per ciascuno dei tessuti e filati di nylon, poliestere, cotone e lana, in aggiunta al 100% già tracciato per la materia prima piuma dal 2015. In particolare, le materie prime di origine naturale e animale, ovvero cotone e lana, sono state tracciate a partire dalle fasi di coltivazione o allevamento, includendo, dove applicabile, i processi di filatura, tessitura, maglieria, tintura e finissaggio; le materie prime di origine sintetica, ossia nylon e poliestere, sono state invece tracciate dalle fasi di filatura includendo, dove applicabili, i processi di tessitura, tintura, stampa e finissaggio.
A seconda delle tipologie di materiali e maturità delle soluzioni tecniche sul mercato, sono state poi vagliate attività e progetti di verifica delle informazioni che comprendono test di laboratorio e certificati a supporto dell’affidabilità e della solidità delle informazioni raccolte. Ad esempio, in base al campionamento definito, per i materiali in cotone sono utilizzati test isotopici per indagare sull'origine geografica dichiarata, mentre per quelli in cotone biologico vengono svolti test del DNA per verificare l’eventuale presenza di organismi geneticamente modificati (OGM). Infine, per i materiali realizzati in poliestere riciclato sono effettuati test per indagare la presenza di specifici indicatori relativi al contenuto di materiale riciclato. Per quanto riguarda i materiali certificati (ad esempio GOTS, OCS, GRS, ecc.), vengono richiesti ai fornitori certificazioni e/o documenti attestanti che il materiale acquistato sia allineato allo standard richiesto.
Nel 2025, è proseguita l’attività di potenziamento della digitalizzazione e di consolidamento dei dati di tracciabilità attraverso una piattaforma gestita in collaborazione con un partner terzo, ottimizzando la raccolta delle informazioni dai fornitori. Questo progetto è cruciale per approfondire la conoscenza delle dinamiche della catena di fornitura e migliorare la qualità dei dati primari, consentendo analisi più precise di carbon e water footprint.
- Promozione di una gestione sostenibile delle foreste
Il Gruppo utilizza materiali in carta, cartone e legno realizzati esclusivamente con materie prime riciclate e/o riusate e/o provenienti da filiere gestite responsabilmente, che contribuiscono alla prevenzione della deforestazione, attraverso certificazioni riconosciute come Forest Stewardship Council (FSC) e Programme for the Endorsement of Forest Certification (PEFC). Nel 2025 il 100% dei materiali di carta e cartone è certificato FSC o PEFC e, come già evidenziato, il legno utilizzato nei processi logistici è al 100% riusato.
REDUCE
- Introduzione progressiva di materiali “preferred” tra cui riciclati
Come affermato nel Raw Material Manual, il Gruppo sta progressivamente introducendo nelle collezioni materiali “preferred”. Queste includono oltre ai materiali biologici, materiali certificati secondo specifici standard o anche materiali riciclati che quindi implicano un minor uso di materie prime vergini.
Ad oggi il 100% delle materie prime strategiche è in linea con il Raw Material Manual e nelle collezioni 2025 del Gruppo oltre il 55% dei filati e tessuti è realizzato con materiali “preferred”, in crescita di 12 punti percentuali rispetto al 2024.
- Utilizzo di legno riusato nei processi logistici
Da anni il Gruppo, all’interno dei processi logistici, impiega bancali e altri strumenti in legno riutilizzato.
RESTORE & REGENERATE
- Incremento dell’uso di materie prime che provengono da pratiche agricole o di allevamento a più basso impatto sulla biodiversità rispetto a metodologie tradizionali
Il Gruppo, come descritto nel Raw Material Manual, per quanto riguarda le materie prime di origine naturale, sta progressivamente inserendo nelle sue collezioni materiali certificati secondo standard quali, ad esempio, il Global Organic Textile Standard (GOTS), RegenAgri, l’Organic Content Standard (OCS), il Responsible Alpaca Standard (RAS), il Responsible Mohair Standard (RMS) e il Responsible Wool Standard (RWS), che mirano a ridurre l’impatto ambientale e a proteggere la biodiversità. Tali standard, infatti, promuovono l'uso responsabile del suolo, contrastano la deforestazione e mirano a preservare gli ecosistemi naturali, limitando l'inquinamento e il degrado del territorio. Oltre il 55% di cotone usato nelle collezioni 20255 proviene da pratiche di agricoltura biologica (più del 37% nel 2024) e oltre il 70% della lana è certificato secondo standard specifici, in lieve crescita rispetto al 2024.
- Sostegno alla riforestazione e valorizzazione del territorio
Nel 2025 Moncler ha sostenuto un progetto promosso dall’Office National des Forêts (ONF) in un’area di oltre un ettaro recentemente acquistata dalla municipalità a Monestier-de-Clermont, il paese in cui il brand è stato fondato nel 1952. L’iniziativa ha previsto la piantumazione di oltre 900 alberi e la realizzazione di un percorso didattico con pannelli interpretativi e aree di sosta. Il progetto è stato realizzato in stretta collaborazione con le autorità competenti, i team ONF e il tecnico forestale locale. Un intervento che integra riforestazione, sensibilizzazione ambientale e valorizzazione del paesaggio, rafforzando il legame tra Moncler e il luogo delle sue origini.
- Promozione di progetti di agricoltura rigenerativa
Dal 2022 il Gruppo è impegnato a sostenere le pratiche di agricoltura rigenerativa legate alle filiere del cotone e della lana, con effetti di mitigazione sia dell'impatto sulla biodiversità che delle emissioni di gas a effetto serra. L’agricoltura rigenerativa è un approccio che mira a migliorare la salute e la fertilità del suolo, aumentandone la capacità di assorbimento di carbonio dall’atmosfera, oltre che a proteggere le risorse idriche e la biodiversità. Dal 2023, il Gruppo aderisce a due specifici progetti legati alla filiera del cotone: il progetto pilota Unlock Programme in India e negli Stati Uniti, promosso da The Fashion Pact, e il progetto Cotton 2040 del Ecosystem Services Market Consortium (ESMC)6 in diversi Stati del Sud degli Stati Uniti tra cui Alabama e Tennessee, entrambi volti a supportare i coltivatori di cotone nell’applicazione di pratiche agricole rigenerative. Nel 2025, il Gruppo ha continuato a sostenere il progetto collettivo Unlock, contribuendo a estendere il programma a nuovi agricoltori, ad esplorare nuove aree geografiche e a potenziare le soluzioni tecnologiche a supporto dei piccoli produttori di cotone nel Sud dell’Asia, e ha proseguito la collaborazione con ESMC portando avanti i progetti in Tennessee e avviandone di nuovi in Texas. Nel 2023, il Gruppo ha anche aderito a un progetto di agricoltura rigenerativa nella filiera della lana in Australia con PUR Projet7, promuovendo l’utilizzo di pratiche agricole rigenerative durante le fasi di allevamento degli animali. Nel corso del 2025, il progetto ha previsto una fase di analisi di specifici indicatori, tra cui quota, pendenza, umidità del terreno, indicatori radiometrici e profondità del suolo, per comprendere meglio la biodiversità e la distribuzione del carbonio, elemento chiave per ecosistemi resilienti e fertili. I dati raccolti hanno contribuito ad aggiornare e affinare i valori di baseline, fondamentali per monitorare nel tempo i benefici ambientali del progetto.
L’impegno del Gruppo a sostegno di progetti che promuovono e implementano pratiche di agricoltura rigenerativa nelle filiere del cotone e della lana proseguirà nel prossimo triennio.
TRANSFORM
- Partecipazione a gruppi di lavoro sulla biodiversità
Da diversi anni il Gruppo partecipa a tavoli e gruppi di lavoro con peer del settore ed esperti in materia, quali ad esempio SBTi, SBTN e The Fashion Pact, al fine di comprendere in modo più approfondito le tematiche legate alla biodiversità e l’impatto delle diverse attività su di essa con anche l’obiettivo di supportare progetti collaborativi.