Rivedere le diverse fasi del ciclo di vita del prodotto in un’ottica di economia circolare rientra tra le priorità del Gruppo al fine di minimizzare le risorse impiegate, estendere la vita del capo e promuovere il recupero dei materiali.
UTILIZZO DI MATERIALI "PREFERRED"1
Il Gruppo da diversi anni ha introdotto nelle proprie collezioni prodotti realizzati con materiali “preferred”, ovvero i materiali che mirano ad avere un minor impatto rispetto alle soluzioni convenzionali utilizzate dal Gruppo Moncler, per esempio riciclati, biologici, da agricoltura rigenerativa o certificati secondo specifici standard.
Il percorso è iniziato nel 2019 con il piumino bio-based, ideato con materiali di origine vegetale e naturale. Si è proseguito con la gamma di capi creati con tessuti riciclati della collezione Moncler Grenoble, per arrivare a gennaio 2021 con il lancio di una selezione di giacche “Born To Protect”, realizzate interamente con materiali a più basso impatto rispetto a quelli convenzionali utilizzati dal Marchio. Nel 2022, il progetto Moncler Born To Protect è stato ampliato fino a diventare un total look includendo oltre alle giacche anche diverse tipologie di capi e accessori, sempre realizzati con tessuti e componenti a più basso impatto ambientale, certificati secondo specifici standard di sostenibilità. Nel 2023, la collezione Autunno/Inverno è stata oggetto di un’ulteriore evoluzione: oltre ad utilizzare tali tessuti e componenti, all’interno di alcuni piumini è stata utilizzata la piuma R•DIST, ovvero la piuma DIST riciclata attraverso un processo meccanico innovativo.
Dal 2023, oltre a concentrarsi su progetti specifici, il Gruppo Moncler, in linea con gli impegni del Piano di Sostenibilità 2020-2025 e sulla base di quanto definito nel Raw Material Manual, ha inserito progressivamente materie prime a più basso impatto rispetto a quelle convenzionali utilizzate dal Gruppo all’interno delle collezioni Moncler e Stone Island. Grazie alla collaborazione dei team di Design, Fabric Research and Development, Operations e Merchandising, nonché al coinvolgimento della filiera, il Gruppo è riuscito a integrare nelle collezioni 2025 oltre il 55% di tessuti e filati realizzati con materiali “preferred” raggiungendo così l’obiettivo pubblico prefissato. Questo risultato è stato ottenuto grazie all'adozione di oltre il 60% di nylon riciclato, oltre il 50% di poliestere riciclato, oltre il 55% di cotone da pratiche biologiche o riciclato, oltre il 70% di lana certificata (ad esempio Responsible Wool Standard o Nativa o Sustainawool), il 100% alpaca certificato Responsible Alpaca Standard, e il 100% mohair certificato Responsible Mohair Standard.
Il conseguimento di questi importanti risultati è stato supportato anche da un articolato programma di formazione dedicato ai materiali “preferred”, che ha rafforzato la consapevolezza interna dei diversi team stimolando una maggiore responsabilizzazione di tutte le funzioni aziendali nonché la collaborazione che nasce dalla condivisione di obiettivi comuni connessi all’utilizzo di materie prime a minore impatto. I contenuti formativi hanno approfondito le principali certificazioni internazionali (tra cui GOTS, GRS, RWS, OCS, ecc.) e i relativi criteri di valutazione ambientale e sociale applicabili lungo la catena di fornitura, sia per le fibre naturali sia per quelle sintetiche rilevanti per i prodotti del Gruppo.
Dal 2021, Stone Island, oltre ai materiali, ha integrato all’interno della propria collezione anche nuovi trattamenti, mantenendo l’aspetto tecnico e prestazionale dei propri prodotti ma con minori impatti ambientali; ad esempio i trattamenti a ridotto consumo idrico rispetto a quelli convenzionali nei capispalla in Soft Shell e.dye® waterless color system™2, come confermato da dati sperimentali e dalla Dichiarazione Ambientale di Prodotto (Environmental Product Declaration – EPD).
La valutazione dell’impatto ambientale di materiali e prodotti è un tema chiave che, da anni, il Gruppo affronta anche tramite analisi di Life Cycle Assessment (LCA), finalizzate a quantificare i potenziali impatti lungo il ciclo di vita e basate su una metodologia strutturata e coerente con le principali norme di riferimento, tra cui le ISO 14040, 14044 e 14067. Ad oggi su circa l’80% dei prodotti del Gruppo è stata svolta una valutazione con metodologia LCA.
Nel corso dell’anno, in continuità con il percorso intrapreso, il Gruppo ha ulteriormente evoluto il proprio approccio, con l’obiettivo di individuare strumenti e potenziali partner in grado di supportare una raccolta dei dati sempre più strutturata e digitalizzata, garantendo al contempo elevata flessibilità e rapidità di analisi. Tale evoluzione risponde a un contesto normativo in continua e rapida trasformazione, che richiede dati sempre più strutturati, comparabili e verificabili, funzionali a una valutazione tempestiva e integrata degli impatti ambientali nelle scelte di approvvigionamento e di design.
Per continuare a diffondere la cultura della sostenibilità e fornire conoscenze tecniche ai Sales Assistant, è stato creato un programma di formazione dedicato con l’obiettivo di aumentare le conoscenze in termini di buone pratiche ambientali e sociali e delle caratteristiche, certificazioni e obiettivi aziendali relativi a materiali e componenti “preferred” utilizzati nelle collezioni. Questo programma coinvolge l'intera forza vendita.
ADOZIONE DI SOLUZIONI DI RICICLO
Una delle fasi del modello di economia circolare su cui il Gruppo ha posto particolare attenzione negli ultimi anni è il riutilizzo di materiali di scarto produttivo attraverso una gestione più efficiente delle risorse. A questo scopo il Gruppo collabora, attivamente presso i propri siti produttivi e con diversi fornitori, per ridurre scarti e sprechi, e conseguentemente rifiuti tessili, ottimizzando l’uso e il taglio dei tessuti, e contestualmente per implementare l'infrastruttura necessaria per riciclare e mantenere il valore intrinseco degli scarti inevitabili di tessuti e materiali. Attraverso reti di riciclo, gli scarti di produzione possono essere trasformati in materia prima riciclata, alimentando la produzione di nuovi materiali e contribuendo così alla promozione di pratiche di economia circolare.
Tali attività hanno portato a far entrare nel processo di riciclo tutti gli scarti produttivi di nylon generati presso le sedi dirette del Gruppo Moncler in Italia e Romania. Dal 2023 il progetto è stato esteso anche ai fornitori di produzione outerwear del marchio Moncler, portando a riciclare, anche nel 2025 oltre il 55% del totale degli scarti di nylon. Questo risultato è stato frutto della collaborazione del dipartimento di Sustainable Innovation di Moncler che ha definito scope, parametri e modalità di riciclo e del dipartimento Operations e Supply Chain che ha implementato la procedura Gestione Processo Scarti Nylon.
Come da procedura, nel corso dell'anno gli scarti di nylon sono stati suddivisi per tipologia e raccolti dagli operatori di linea in specifiche categorie di riciclo, pesati, registrati, stoccati e successivamente inviati al riciclatore. Al fine di monitorare la corretta allocazione degli scarti di nylon nelle rispettive categorie di riciclo, sono stati effettuati dal Gruppo controlli fisici e di processo presso le sedi, oltre ad analisi di calorimetria differenziale a scansione effettuate a campione presso laboratori di analisi di terze parti. Presso il sito del riciclatore gli scarti di nylon possono subire processi di sfilacciatura, oppure possono essere sottoposti a triturazione, fusione, raffreddamento, estrusione con conseguente taglio del materiale in chip, al fine di tornare disponibili come “materia prima seconda”.
In Stone Island, è continuato il progetto dedicato a recuperare gli scarti di cotone generati dai fornitori nelle fasi di produzione dei capi, sottoponendoli a un processo di riciclo meccanico. Tale processo consente di ottenere filati, contenenti almeno il 50% di cotone riciclato, utilizzati per realizzare 10 modelli, tra cui capospalla, pantaloni, felpe, t-shirt e maglie, della collezione invernale 2026. Inoltre, i capi finiti, ottenuti dal riciclo di materiali di scarto, sono stati trattati con una tintura a base di ossidi di ferro. L’intero processo è stato verificato da un ente terzo che ha validato il contenuto di riciclato dei materiali e la sua origine da sfridi produttivi.
Moncler, sempre con l’obiettivo di ridurre gli scarti di produzione, dal 2024 ha potenziato la "smart factory" di Trebaseleghe (Padova) con l’introduzione di un sistema filtrante progettato per ottimizzare la gestione degli scarti di lavorazione. Questo sistema permette di raccogliere le piume disperse, sottoporle a un processo di filtraggio che elimina le impurità e le rende nuovamente utilizzabili.
Grazie alla costante collaborazione con i propri fornitori, sempre al fine di identificare soluzioni innovative in ottica di economia circolare per il business, dal 2021 Moncler ha unito le sue competenze specifiche nella piumacon quelle di un fornitore specializzato in tecnologie per il riciclo, dando vita ad un macchinario che, attraverso un processo meccanico innovativo, consente di riciclare la piuma DIST. Il processo di brevettazione è stato finalizzato nel 2023 in Italia ed è stato avviato anche a livello internazionale. L’iniziativa, integrata con nuove collaborazioni con riciclatori attivi nelle diverse Region in cui il Gruppo opera, ha permesso di avviare al riciclo un volume crescente di piuma proveniente dai capi Moncler. Al 2025, oltre 10 tonnellate di piuma sono state riciclate e certificate secondo il modulo R•DIST del protocollo DIST, che definisce i requisiti necessari per ottenere la certificazione della piuma riciclata.
Il Gruppo Moncler continua a lavorare per perfezionare il sistema di selezione e riciclo dei capi che non possono essere venduti, in collaborazione con diverse aziende internazionali leader nelle pratiche di riuso e riciclo dei tessuti. A seconda delle diverse categorie, i prodotti vengono riciclati e destinati a diversi utilizzi come, ad esempio, la creazione di nuovi filati o componenti per giacche, la produzione di elementi di arredo e di oggettistica, usata per esempio per il nuovo Headquarter. In tale direzione, dal 2022, con il coordinamento di Camera Nazionale della Moda Italiana, il Gruppo Moncler è entrato a far parte del consorzio Re.Crea. Il consorzio è stato fondato con l’obiettivo di organizzare la gestione dei prodotti del settore tessile e moda a fine vita e per promuovere la ricerca e lo sviluppo di soluzioni di riciclo innovative. Attraverso la partecipazione ad associazioni di settore come il consorzio Re.Crea, il Gruppo è consapevole del contributo positivo che può apportare sia al dialogo costruttivo con altri brand sia al settore su questo tema, con effetti benefici sulle tematiche ambientali. La strategia commerciale del Gruppo Moncler si basa sul principio della scarcity e, dal punto di vista operativo, su una gestione efficace del magazzino, che si traduce in una pianificazione efficiente della produzione, quantità giuste al momento giusto e nel posto giusto, al fine di minimizzare le scorte. Questo approccio, unito ad un alto livello di sell through permette di avere un numero limitato di invenduti. I capi “seasonal”, ovvero i capi che vengono riproposti solo per una stagione (questi capi si distinguono dai carry over che invece possono essere riproposti per più stagioni), rimasti invenduti vengono immessi nel canale outlet gestito dall’Azienda o commercializzati tramite iniziative di vendita “Family and Friends”. Parte di essi, in collaborazione con alcune Organizzazioni Non Governative (ONG), sono inoltre donati a popolazioni che vivono in situazioni di disagio, attraverso il programma Warmly Moncler ideato per proteggere le persone dal freddo. Infine, il limitato numero di prodotti rimanenti è tutto sottoposto ad attività di riciclo attraverso processi innovativi anche sperimentali.
CAPACITÀ DI DURARE NEL TEMPO
Alcuni dei princìpi cardine dell’economia circolare, come ad esempio la capacità dei capi di durare nel tempo, hanno sempre fatto parte del DNA di Moncler. L’alta qualità dei prodotti e il loro essere oltre le mode e i trend garantiscono una vita media molto lunga. Questa caratteristica ha rappresentato la base su cui costruire il progetto Extra-Life, un servizio volto a dare una seconda vita alle giacche Moncler, intervenendo con riparazioni specifiche grazie ad un efficiente servizio personalizzato in grado di garantire anche le riparazioni di tessuti danneggiati, allungando così la vita del prodotto. Il progetto è attivo in tutte le Region in cui opera Moncler e, dal 2026, sarà esteso anche al marchio Stone Island. Tale iniziativa si inserisce in un percorso volto a creare maggiore consapevolezza da parte del cliente sul contributo che i propri comportamenti possono avere nell’evitare l'impatto ambientale associato alla produzione, acquisto e smaltimento di nuovi capi.
Nel 2025, attraverso questa iniziativa e gli altri servizi del canale post-vendita, il marchio Moncler ha gestito oltre 43.000 richieste di riparazione di capi utilizzati dai propri clienti (pari a circa 40 tonnellate) di cui il 95% è stato soddisfatto. Tutti i capi per i quali non è possibile procedere con una riparazione e che non possono essere restituiti al cliente sono sottoposti a processo di riciclo.
In riferimento alle modalità che il cliente dovrebbe seguire nella fase di utilizzo del prodotto per aumentare la sua capacità di durare nel tempo, sono state inserite anche delle informazioni all’interno delle etichette dei capi e nell’apposita sezione “composizione e cura” nel sito, che indicano specifiche linee guida per la cura e lavaggio del capo.
RICERCA DI SOLUZIONI INNOVATIVE
Il percorso di innovazione del Gruppo si basa su un modello di open innovation che favorisce l’esplorazione e lo sviluppo di idee, soluzioni, competenze, processi e materiali, in collaborazione con le università, i centri di innovazione e fornitori di settori diversi così come accelerator hub o enti di ricerca. Per questo motivo il Gruppo, orientato a un miglioramento continuo, destina ogni anno investimenti in Ricerca e Sviluppo per esplorare e individuare soluzioni a minore impatto ambientale, comprese quelle relative a packaging, materiali “preferred” e circolarità.
In tale direzione si inseriscono specifici progetti e programmi. A titolo di esempio, nel 2025, nel contesto del nuovo Headquarter di Moncler a Milano, progettato secondo elevati standard ambientali, il team di Sustainable Innovation ha collaborato con diversi partner esterni per creare materiali che trovano nuova vita trasformandosi in elementi funzionali, alcuni dei quali brevettati. Tra questi: la moquette e la base delle sedie da ufficio sono parzialmente realizzate con scarti produttivi di nylon, i pannelli fonoassorbenti, alcune armadiature e scrivanie contengono invece fibre tessili riciclate, mentre alcune pavimentazioni esterne sono realizzate con suole di scarpe anch’esse riciclate.
Il team di Sustainable Innovation, tra le diverse attività, lavora, inoltre, in stretta collaborazione con i team di Operations e Supply Chain nel processo di identificazione di partner nelle varie Region che possano garantire tecniche innovative e all’avanguardia per il riciclo delle principali categorie di prodotto. In parallelo, con l’Unità di Sostenibilità, partecipa a tavoli di lavoro con organizzazioni esterne per individuare congiuntamente soluzioni in ottica di circolarità, al fine di ridurre l’impatto dei materiali.