Gestione e consumo delle risorse

Risorse idriche

Consapevole che l’acqua sia una risorsa da proteggere, dal 2022 il Gruppo valuta periodicamente il proprio impatto sulle risorse idriche attraverso un’analisi di water footprint.

 

Questo processo, che costituisce la base di partenza per le valutazioni dell’attività di doppia rilevanza, consente di monitorare e quantificare sia i consumi diretti relativi a sedi, negozi, siti produttivi e polo logistico, sia quelli indiretti lungo la filiera nelle fasi di produzione di materie prime e nelle fasi di trasformazione e confezionamento dei capi finiti. 

L’attività, svolta anche nel 2025 in collaborazione con un partner esterno specializzato, è stata condotta in conformità ai princìpi definiti dallo standard ISO14046: Water Footprint – Principles, requirements and guidelines. Il metodo di calcolo della water footprint permette di combinare i dati di consumo diretto e indiretto con l’indice di rischio idrico Available Water Remaining – AWARE, che riflette la scarsità idrica associata ad ogni area geografica analizzata. 

I risultati di tali analisi, ad oggi, hanno confermato che i consumi rilevanti, e quindi i potenziali impatti negativi sulle falde acquifere dovuti all’eccessivo prelievo di acqua e al conseguente effetto sull’equilibrio ecologico dei corpi idrici, sono quelli indiretti che avvengono lungo la filiera nelle fasi di produzione di materie prime naturali e di origine animale, in particolare per cotone e lana (la valutazione non ha preso in considerazione le azioni di mitigazione messe in atto dal Gruppo).

Per la natura del business del Gruppo, i consumi idrici diretti invece sono meno rilevanti e afferiscono prevalentemente ai servizi igienico-sanitari e, in quota minima, alla produzione di vapore per i reparti di stireria o per la tintoria del reparto di prototipia di Stone Island.

 

Dal 2024, il Gruppo ha integrato i risultati della water footprint con una valutazione dello stress e del rischio idrico più puntuale nelle aree in Italia e Romania in cui sono localizzate le proprie sedi, i siti produttivi e il polo logistico, oltre che lungo la filiera produttiva dei “critical supplier” coinvolti in processi caratterizzati da consumi idrici significativi, come tintura e finissaggio. L’analisi è stata condotta utilizzando il tool pubblico Aqueduct Water Risk Atlas del World Resources Institute, che consente di identificare le aree ad alto stress idrico, ovvero quelle in cui il rapporto tra l'acqua prelevata annualmente e quella disponibile supera il 40%.

Da questa ulteriore analisi è emerso che, anche nel 2025, le sedi del Gruppo e dei “critical supplier” non si trovano in aree ad alto stress idrico. Nell’ottica di un continuo miglioramento, il Gruppo si impegna a proseguire e ampliare l’analisi svolta sulle aree di approvvigionamento dei tessuti e filati realizzati con materie prime strategiche tracciate1 al fine di individuare potenziali zone a stress idrico e studiare iniziative per la mitigazione degli impatti.

 

Nel corso degli ultimi anni il Gruppo ha avviato una serie di attività volte a identificare azioni di miglioramento nella gestione della risorsa idrica e contribuire agli impegni definiti nella Politica Ambientale.

 

Per quanto riguarda i consumi diretti, il Gruppo adotta un Sistema di Gestione Ambientale secondo lo standard ISO 14001 nei poli produttivi in Italia e Romania, nelle sedi corporate italiane e nel polo logistico di Castel San Giovanni (Piacenza), tra i cui obiettivi è riportato l’utilizzo efficiente delle risorse idriche. Inoltre, dal 2021 il Gruppo ha avviato un processo di certificazione ambientale ed energetica dei propri negozi e di tutte le nuove costruzioni aziendali secondo lo standard LEED che richiede interventi di efficientamento anche relativi al consumo di acqua.

A supporto di questa iniziativa, sono stati organizzati momenti di sensibilizzazione dedicati al team Purchasing & Procurement, volti a evidenziare l’importanza di progettare i nuovi siti in conformità a tali requisiti. 

Rispetto ai consumi diretti (relativi a uffici, negozi, siti produttivi e polo logistico), la fonte principale di approvvigionamento idrico per il Gruppo è rappresentata dagli acquedotti. Tali consumi, infatti, afferiscono prevalentemente ai servizi igienico-sanitari e, in quota minima, alla produzione di vapore per i reparti di stireria o per la tintoria del reparto di prototipia di Stone Island. Di conseguenza, le acque di scarico sono assimilabili a quelle delle abitazioni e sono pertanto immesse in fognatura. Pur in presenza di consumi idrici diretti contenuti, il Gruppo ha avviato programmi di gestione dell’efficienza idrica basati sui risultati di attività periodiche di valutazione e monitoraggio dei consumi con l’obiettivo di individuare ulteriori margini di miglioramento. In tale contesto si inserisce l’intervento di ammodernamento del reparto di tintoria di Stone Island che ha previsto l’installazione di nuovi macchinari di tintura progettati per ridurre gli impatti ambientali rispetto alle soluzioni precedentemente adottate, mantenendo al contempo elevati standard qualitativi. Le nuove tecnologie, tra le altre cose, consentono di ottimizzare i processi e il “rapporto bagno”, ossia il rapporto tra la quantità di acqua impiegata e il peso del materiale trattato, minimizzando l’impiego di materiali ausiliari, quali sali e alcali, e il fabbisogno di vapore, con un conseguente miglioramento dell’efficienza energetica e ambientale della tintoria.

 

I consumi nel 2025 sono pari a 795 m3 in leggera diminuzione rispetto al 2024 (-25%) a seguito della chiusura temporanea della tintoria di Ravarino a causa dei lavori di ristrutturazione dello stabile.

CONSUMI IDRICI DIRETTI² (m³)20242025

Prelievi idrici

72.920
72.386

Consumi idrici

1.057
795

Scarichi idrici3

71.863
71.591

I consumi indiretti di acqua più rilevanti sono quelli che avvengono nelle fasi di produzione di materie prime naturali e di origine animale acquistate dal Gruppo. Per quanto riguarda le fibre sintetiche, i consumi di acqua maggiori risultano essere nelle fasi di trasformazione e di tintura dei filati e dei tessuti. Il Gruppo si impegna a coinvolgere i fornitori di tintura in capo in un programma di capacity building sulla gestione dell’acqua, con l’obiettivo di rafforzare le competenze e promuovere pratiche più efficienti entro il 2028.

 

Nel 2025, i consumi idrici indiretti lungo la filiera, legati alla produzione e lavorazione delle materie prime, ammontano a 4.554.248 m³, in riduzione rispetto al 2024 (-16%). Questa riduzione è dovuta sia al minor quantitativo di cotone utilizzato dal Gruppo, sia al maggior utilizzo di materiali “preferred” che comportano un minore impatto sulla risorsa idrica.

CONSUMI IDRICI INDIRETTI⁴ (m³)20242025

Consumi idrici indiretti per la produzione dei prodotti finiti

5.428.118
4.554.248

 di cui per le materie prime5

4.347.017
3.524.849

di cui per le lavorazioni6

1.081.101
1.029.399

Relativamente alla fase di produzione delle materie prime, nel corso del 2025, il Gruppo ha proseguito i progetti di agricoltura rigenerativa nelle filiere delle fibre naturali e animali come cotone e lana, che permettono non solo di rigenerare le funzioni ecologiche delle aree interessate, ma anche di aumentare la capacità del suolo di immagazzinare acqua e, di conseguenza, adattarsi a situazioni di crescente siccità.

 

Sempre nel corso dell’anno, è proseguito il progetto pluriennale di ricerca lanciato nel 2022 in collaborazione con la Fondazione Umberto Veronesi focalizzato sull’identificazione dei meccanismi messi in atto da specifiche varietà di cotone per sopravvivere o ottimizzare la crescita in situazioni di siccità. Tale studio è volto a capire come migliorare la resilienza di specie selezionate per l’agricoltura in uno scenario ambientale meno favorevole e con risorse idriche sempre più limitate. In particolare, nel corso degli ultimi due anni, lo studio ha previsto l’implementazione di un campo sperimentale a Milano, dove sono stati analizzati 90 esemplari di cotone selezionati per rappresentare la più ampia dispersione geografica possibile di una regione di coltivazione. Per ogni tipologia sono stati misurati i tratti morfologici, fisiologici e molecolari. Questi dati, insieme alle variabili ambientali (irradiazione e temperatura) registrate nel corso dell’esperimento, sono stati poi correlati, utilizzando modelli statistici, per identificare geni chiave e processi biologici con maggiore resistenza alla siccità. I risultati del 2025 evidenziano un’ampia variabilità genetica nella crescita e nelle risposte alle condizioni ambientali, elemento utile sia per il miglioramento delle varietà di cotone coltivate sia per comprendere i meccanismi di adattamento delle piante in natura. Questa ricerca potrebbe contribuire allo sviluppo di varietà di cotone più adatte a climi aridi e/o caratterizzate da un minor fabbisogno idrico, mantenendo livelli di produttività elevati anche in un contesto di cambiamento climatico.

 

Per quanto riguarda i processi di lavorazione, il programma Carbon Target Setting prevede anche sessioni di coinvolgimento dei fornitori focalizzate sulla riduzione dei consumi idrici, sia quelli generati nei processi di produzione sia in quelli a supporto di questi ultimi. Tra le principali misure promosse rientrano il recupero e riutilizzo delle acque di raffreddamento pulite e delle acque reflue, il recupero del calore dai flussi di acque reflue calde e dai fumi, nonché interventi sulle reti e sulla gestione del vapore e dell’acqua calda.

Il Gruppo si impegna anche nello sviluppo di progetti volti alla gestione della risorsa idrica lungo l’intera filiera, sia nella fase di produzione delle materie prime sia in quella di lavorazione.

 

Infine, dal 2024, il Gruppo Moncler ha reso disponibile per tutti i dipendenti un corso dedicato alla sostenibilità ambientale, che include il tema della gestione della risorsa idrica. Il modulo è stato progettato per fornire ai dipendenti gli strumenti necessari per comprendere concetti fondamentali, tra cui il tema dello stress idrico e approfondire il calcolo della water footprint di un’organizzazione, analizzando sia i consumi diretti che quelli indiretti.

Rifiuti

I rifiuti generati dall’attività diretta del Gruppo Moncler sono costituiti principalmente da materiale da imballaggio, scarti da ufficio e da lavorazione di tessuti.

Le azioni intraprese dal Gruppo in materia di gestione dei rifiuti sono strettamente allineate agli obiettivi definiti nella Politica Ambientale di minimizzare la generazione di rifiuti, massimizzarne il riciclo e ridurre gli impatti ambientali su aria, suolo e acqua delle proprie attività. A tal proposito, in tutte le sedi aziendali, polo produttivo e polo logistico, dove la quantità di rifiuti generati è più elevata rispetto ad altri siti, l'azienda implementa un sistema di gestione ambientale certificato secondo la normativa ISO 14001. 

Nel 2025 il Gruppo ha generato circa 1.912 tonnellate di rifiuti in questi siti, circa il 13% in più rispetto al 2024. Tale incremento è principalmente riconducibile alla generazione di rifiuti per alcune attività straordinarie7 svolte presso i siti del Gruppo. In particolare, nessun rifiuto generato nelle proprie sedi aziendali, poli produttivi e polo logistico è stato destinato a discarica o a incenerimento senza recupero di calore.

Questo risultato è stato raggiunto grazie a una serie di programmi volti a massimizzare il materiale inviato a reti di riciclo, implementati con il supporto di imprese specializzate nel corretto smaltimento dei rifiuti.

Negli ultimi anni il Gruppo ha implementato procedure e processi ad hoc per la gestione dei materiali tessili, siano essi rimanenze, scarti di tessuto che capi invenduti. 

A tale proposito, nel 2025, il Gruppo ha inviato a riciclo circa il 99% di tutto il materiale tessile in linea con il 2024. Questo è stato possibile grazie al continuo dialogo con partner e organizzazioni per studiare soluzioni innovative e integrare programmi di riciclo al fine di minimizzare il materiale inviato a termovalorizzazione e/o discarica.

In particolare, il team di Sustainable Innovation ha continuato il lavoro di ricerca e collaborazione con partner esterni per l’identificazione di soluzioni per il riciclo e recupero del materiale tessile di capi finiti. Nel 2025, come negli anni passati, nessun capo invenduto è finito a termovalorizzazione o discarica ma è stato riciclato per ritornare tessuto, filato o altri materiali. 

Relativamente ai materiali tessili di scarto e al loro riutilizzo e recupero, dal 2024, il Gruppo continua a collaborare attivamente presso i propri siti produttivi e con diversi fornitori per contribuire a ridurre scarti e sprechi, e conseguentemente rifiuti tessili, ottimizzando l’uso e il taglio dei tessuti, e contestualmente per implementare l'infrastruttura necessaria per riciclare e mantenere il valore intrinseco degli scarti inevitabili. Per esempio, anche nel 2025, il 100% degli scarti produttivi di nylon delle sedi dirette di Gruppo è stato inviato a riciclo.

La riduzione della quantità di rifiuti inviati a incenerimento o discarica ha contribuito a evitare le emissioni di gas serra associate al trattamento dei rifiuti, con un impatto positivo non solo sull'ambiente, ma anche sull'allineamento agli obiettivi di riduzione delle emissioni del Gruppo.

Moncler coinvolge attivamente i propri dipendenti, incoraggiandoli a smaltire correttamente i rifiuti in conformità con le normative locali e/o le migliori pratiche. Per supportare questo impegno, dal 2024 il Gruppo ha messo a disposizione un corso, che include un modulo dedicato all’uso efficiente delle risorse e alla circolarità. Il corso, aggiornato nel 2025 per includere i risultati del Gruppo dell’anno precedente, illustra concetti chiave come la distinzione tra le risorse rinnovabili e non rinnovabili e le principali caratteristiche dei rifiuti prodotti, e approfondisce i benefici di un approccio circolare nel settore della moda.

Infine, come descritto precedentemente, il Gruppo fa parte di Re.Crea, il consorzio fondato da alcuni brand del settore e coordinato da Camera Nazionale della Moda Italiana per gestire i prodotti del settore tessile e moda a fine vita e per promuovere la ricerca e lo sviluppo di soluzioni di riciclo innovative.

RISORSE IN USCITA PER TIPOLOGIA⁸ (tonnellate)20242025

Rifiuti non pericolosi

1.688,2
1.908,7

Carta e cartone 

675,2
747,3

Imballaggi misti

317,5
277,2

Legno

260,0
266,6

Plastica

148,5
155,9

Tessuto

216,8
278,1

Ferro

49,9
35,3

Vetro

-
-

Altro

20,3
148,3⁹

Rifiuti pericolosi10

3,7
3,0

Totale rifiuti prodotti

1.691,9
1.911,7
RIFIUTI PER DESTINAZIONE (TONNELLATE)20242025

TOTALE RIFIUTI RICICLATI O RECUPERATI

1.431,2
1.502,6

TOTALE RIFIUTI SMALTITI

260,7
409,1

di cui conferiti a discarica

-
-

di cui inceneriti con recupero di energia

255,4
305,5

di cui inceneriti senza recupero di energia 

-
-

di cui conferiti ad altre operazioni di smaltimento

5,3
103,6¹¹

Note

1 Almeno l’80% in volume dei tessuti e filati realizzati con cotone, lana, nylon e poliestere.
2 Per i consumi idrici diretti di uffici, sedi produttive e polo logistico, sono stati utilizzati dati primari delle utenze. Per i consumi idrici di negozi e outlet, sono stati utilizzati i dati di prelievo d’acqua raccolti da un campione di negozi certificati LEED, sul quale sono stati stabiliti degli indici di consumo di acqua utilizzati per stimare il consumo totale sull’intero network di negozi e outlet a gestione diretta.
3 Poiché i prelievi diretti del Gruppo sono in funzione di consumi assimilabili a servizi di tipo igienico-sanitario, quasi la totalità dell’acqua prelevata viene a sua volta scaricata nei sistemi idrici urbani. Il consumo idrico rappresenta la porzione di acqua non restituita al sistema a causa delle perdite per evaporazione dovute principalmente all’estrazione e trattamento pre-sanitizzazione e trattamento delle acque reflue.
4 I consumi idrici indiretti legati alla produzione, estrazione e lavorazione delle materie prime sono stati stimati utilizzando i dati sui materiali utilizzati, già considerati per il calcolo della categoria “Materie prime e produzione capi finiti” delle emissioni scope 3, garantendo così la coerenza del perimetro di calcolo. L'analisi si basa principalmente sul World Apparel Life Cycle Database (WALDB), che raccoglie dati sulla produzione delle principali fibre tessili, sia naturali che sintetiche, nei loro principali Paesi di origine, includendo anche informazioni specifiche sulla lavorazione. A sua volta, il WALDB si basa su Ecoinvent, il principale database globale per l’analisi del ciclo di vita (LCA) dei prodotti di abbigliamento.
5 Consumi idrici indiretti associati alla produzione ed estrazione di materie prime, come ad esempio per la coltivazione del cotone, la fase di allevamento per la lana e i processi di trasformazione delle fibre sintetiche.
6 Consumi idrici indiretti associati a processi di lavorazione quali ad esempio la filatura, la tessitura, la tintura, il confezionamento, la stiratura, la tintura in capo ecc..

7Incremento dovuto principalmente ad un’attività straordinaria di svuotamento delle fosse settiche in uno stabilimento produttivo.
8Il dato si riferisce al perimetro uffici, polo logistico in Italia e polo produttivo in Romania. Non include i rifiuti gestiti direttamente dalle aziende municipalizzate locali. Il dato non include i rifiuti generati negli store del network retail di Gruppo. Questo dato è stato stimato utilizzando dati primari di volumi di rifiuti raccolti su un campione di store soggetti a certificazione LEED. I rifiuti si riferiscono principalmente a materiale da imballaggio dei prodotti venduti. Il totale stimato è di circa 1.061 tonnellate. 

9 Incremento dovuto principalmente ad un’attività straordinaria di svuotamento delle fosse settiche in uno stabilimento produttivo.

10 Il dato si riferisce prevalentemente ad apparecchiature elettroniche obsolete o fuori uso. Il Gruppo non ha generato rifiuti radioattivi nel 2025 in linea con il 2024. 

11Incremento dovuto principalmente ad un’attività straordinaria di svuotamento delle fosse settiche in uno stabilimento produttivo.