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INVESTOR RELATIONS DI MONCLER

APPROVVIGIONAMENTO RESPONSABILE

I fornitori sono partner strategici ed è per questo che il rapporto di Moncler con loro va oltre la sfera economico-commerciale. Il Gruppo infatti si adopera attivamente nella continua condivisione delle buone prassi, volte a garantire uno sviluppo responsabile e sostenibile del business.
Ai fornitori1, in sede contrattuale, è richiesto di confermare la conoscenza dei principi enunciati dal Codice Etico ed il loro impegno a rispettarli e farli rispettare ai propri terzisti. La violazione dei principi in esso stabiliti costituisce un inadempimento contrattuale grave, con facoltà, da parte di Moncler, di risoluzione immediata del contratto in essere.
Allo scopo di indirizzare in modo ancora più puntuale l’operato dei propri partner, il Gruppo nel 2016 ha formalizzato e diffuso il Codice di Condotta dei Fornitori e le relative istruzioni operative.
Il Codice di Condotta dei Fornitori si ispira alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e alle principali convenzioni dell’ILO, ed illustra le aspettative del Gruppo in relazione alle principali aree del processo di “acquisto responsabile”. Esso si compone di sei sezioni (Lavoro e Diritti Umani, Salute e Sicurezza, Ambiente, Salute e Benessere Animale, Sicurezza e Qualità dei prodotti e dei servizi ed Etica Aziendale) e contiene i requisiti obbligatori cui i fornitori devono attenersi in tali ambiti per poter instaurare o proseguire una collaborazione con Moncler.
I principali requisiti del Codice di Condotta sono stati oggetto di una sessione formativa durante la convention tenutasi a febbraio 2017 con i fornitori nazionali e internazionali coinvolti nella produzione di capispalla, organizzata presso la sede corporate di Trebaseleghe (Padova). Inoltre sul portale fornitori, sempre implementato nel corso del 2017, è stata inserita una sezione dedicata alla formazione online.
Anche nel 2017 Moncler ha proseguito nel proprio impegno ad eseguire audit etico-sociali e ambientali sulla propria filiera al fine di verificarne il rispetto delle leggi applicabili e dei principi contenuti nei Codici sopra menzionati. In linea con gli anni precedenti, al fine di garantire la massima imparzialità, le verifiche sono state commissionate ad un ente terzo qualificato e con riconosciuta esperienza.
Gli audit etico – sociali si sono focalizzati sulla verifica del rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo e del lavoratore, con particolare attenzione ai

temi del lavoro forzato, lavoro minorile, libertà di associazione, orario di lavoro, salario minimo garantito e, non ultimo, della salute e sicurezza.
Nel corso del 2017, il Gruppo ha puntato in particolare alla verifica di tutti façonisti (del capospalla – Tier 1), nonché alla verifica di un campione significativo di fornitori appartenenti alle altre categorie merceologiche.
Gli audit ambientali e sulle acque di scarico, svolti con un focus specifico sui fornitori con reparti produttivi interni, si sono focalizzati sull’analisi delle politiche e dei processi atti a minimizzarne gli impatti.
Il perimetro di analisi ed i soggetti sottoposti ad audit – fornitori e subfornitori – sono stati selezionati dalla funzione Internal Audit in base ad un’analisi del rischio che ha preso in considerazione diversi fattori, tra cui l’entità economica degli ordini commissionati al fornitore, la tipologia di bene e servizio reso, la localizzazione geografica e altri parametri, come il numero di dipendenti e di stabilimenti e/o la presenza di subfornitori e la loro localizzazione geografica. L’esito degli audit precedentemente svolti ha rappresentato un altro importante driver di selezione.
A queste attività di verifica si sono affiancate le attività di audit sull’animal welfare e sulla tracciabilità della piuma secondo il Protocollo DIST (Down Integrity System & Traceability) che prevede la verifica dell’intera filiera.
Nel 2017 sono stati effettuati 60 audit etico-sociali (sia sui fornitori che sui subfornitori) a copertura del 81% dei volumi prodotti dai façon capospalla, del 46% dei volumi di maglieria, del 41% dei volumi accessori (scarpe e borse) e del 100% dei volumi da fornitori diretti di piuma. Sono stati inoltre effettuati 10 audit ambientali su un campione di fornitori di materia prima (in particolare su fornitori di tessuto, piuma e fornitori con lavorazione galvanica interna). A queste attività di verifica si aggiungono ulteriori 85 audit sul benessere animale e sulla tracciabilità svolti sulla filiera della piuma (che coprono il 100% del valore della piuma acquistata).
Fermo restando l’atteggiamento di “tolleranza zero” verso violazioni gravi, per le quali il Gruppo si riserva il diritto di risolvere con effetto immediato il rapporto contrattuale in essere con il fornitore, Moncler è impegnata ad accompagnare la propria filiera di fornitura in un percorso di consapevolezza e di miglioramento continuo, richiedendo l’implementazione

di azioni correttive entro un termine ragionevole laddove se ne rilevasse la necessità.
Al fine di verificare l’effettiva adozione delle misure correttive entro la scadenza condivisa, il Gruppo svolge degli audit di follow up.
Nel 2017 le principali aree di non conformità hanno riguardato prevalentemente alcuni aspetti di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro e alcuni aspetti relativi alla gestione dei rapporti di lavoro. In tutti casi in cui sono state riscontrate non conformità, Moncler ha concordato azioni correttive con i fornitori, le quali sono fatte oggetto di audit di follow-up. Durante gli audit svolti nel corso del 2017 non si è riscontrato nessun comportamento tale che abbia comportato la necessità della risoluzione della collaborazione in essere.
Accanto all’attività di verifica, nel 2017 il Gruppo ha altresì inviato ai fornitori di materie prime un questionario di self assessment che contiene informazioni relative agli aspetti sociali a ambientali, come ad esempio il possesso di sistemi di gestione.
Nel processo di selezione dei fornitori, Moncler tiene conto degli aspetti etici e richiede ai propri potenziali fornitori informazioni e documentazione utili a comprenderne l’effettivo impegno in questo ambito.
Moncler sta inoltre proseguendo il progetto volto all’aggiornamento del sistema di valutazione dei fornitori (vendor rating) con l’inserimento di nuovi indicatori tra cui anche aspetti di sostenibilità. Il progetto prevede che ad ogni indicatore venga attribuito un peso che contribuisca a stabilire la valutazione del singolo fornitore in base ai risultati raggiunti nelle diverse aree.
Le macro-aree del vendor rating individuate sono:
• Rischio (rischio Paese, rischio finanziario, numero di subfornitori, ecc.);
• Servizio (capacità tecnologica, innovazione, puntualità di consegna, ecc.);
• Qualità (tasso di difettosità della produzione, lamentele sulla qualità segnalate al customer service, ecc.);
• Costi (competitività dei prezzi, costi logistici, ecc.);
• Etica (condizioni di lavoro, buone pratiche ambientali, rispetto dell’animal welfare, ecc.).

NOTE

1Il 90% dei contratti significativi include il rispetto del Codice Etico del Gruppo.

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