È ORA DISPONIBILE LA NUOVA APP
INVESTOR RELATIONS DI MONCLER

CODICE ETICO

Il Codice Etico è uno dei pilastri del sistema di governance di Moncler e regola le decisioni e il modo di operare dell’Azienda e dei suoi dipendenti nei confronti dei portatori di interesse. Rappresenta l’insieme dei valori che il Gruppo riconosce, condivide e promuove, nella consapevolezza che condotte ispirate ai princìpi di diligenza, correttezza e lealtà, costituiscono un importante motore per lo sviluppo economico e sociale. E che non c’è successo duraturo senza etica e senza responsabilità.

Ai propri dipendenti e collaboratori, Moncler richiede di agire con onestà, passione ed integrità e di costruire con gli stakeholder relazioni basate sulla fiducia reciproca, affinché la crescita sia guidata dal principio del valore condiviso.

Il Codice Etico, applicato in modo uniforme in tutti i Paesi in cui il Gruppo opera, è composto da un insieme di principi e linee guida, che ispirano ogni giorno il modo di operare dell’Azienda e che guidano il comportamento dei suoi dipendenti e di quanti collaborano, a vario titolo, con essa nello svolgimento delle loro attività e responsabilità.

Nel corso del 2016 il Codice è stato aggiornato con l’integrazione

dell’articolo relativo al rispetto della normativa antitrust nazionale e comunitaria.

Il Codice Etico è portato a conoscenza dei dipendenti con le modalità più appropriate, conformemente alle consuetudini locali. Esso è disponibile sia in italiano sia in inglese ed è liberamente scaricabile dai siti intranet e internet del Gruppo. A partire da giugno 2014, in Italia è stato avviato un programma di formazione online e in aula per tutti i dipendenti, al fine di assicurare la capillare diffusione, la corretta comprensione e lo sviluppo di comportamenti virtuosi, coerenti con le prescrizioni contenute nel Codice Etico.

Il Codice è anche una parte fondamentale ed integrante del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo adottato da Moncler ai sensi del D.Lgs. 231/2001 (il “Modello”).

Il Modello si concretizza in un insieme di principi e regole di comportamento, procedure operative e sanzioni disciplinari, finalizzati a prevenire la commissione di illeciti e a garantire un comportamento etico da parte di coloro che operano per conto della Società, nel rispetto dei principi di legittimità, correttezza e trasparenza.

Il rispetto del Codice e del Modello sono monitorati da parte dei preposti organi di vigilanza e controllo, tramite attività di verifica e approfondimenti specifici, avviati anche sulla base di segnalazioni relative a comportamenti non conformi ai principi di condotta richiesti da Moncler. I risultati delle verifiche condotte possono portare a provvedimenti sanzionatori che, a seconda della gravità riscontrata, possono arrivare sino all’interruzione del rapporto professionale.

L’Organismo di Vigilanza (OdV), che è il soggetto deputato a vigilare in Italia sull’adeguatezza e sul rispetto del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo e dei suoi principi ispiratori, è un organo collegiale formato da tre componenti (due professionisti esterni, con competenze in ambito contabile e legale ed il responsabile della funzione di Internal Audit di Gruppo) ed è collocato in posizione apicale all’interno dell’organizzazione aziendale, allo scopo di garantire l’autonomia da ogni forma di potenziale interferenza.

Nel corso del 2016 è stato aggiornato il Modello di Moncler ai reati più di recente introdotti nell’ambito del D.Lgs. 231 di autoriciclaggio e ambientali. In seguito all’assessment effettuato, non sono emersi elementi che abbiano richiesto azioni correttive rilevanti.

Con riferimento alle attività di controllo svolte dalla funzione di Internal Audit nel 2016 in relazione alle società italiane del Gruppo, si segnalano le verifiche svolte sui processi corporate significativi (pagamenti, acquisti, servizi e consulenze, ammanchi di prodotto, ecc.) e sui principali ambiti identificati come “sensibili” all’interno del Modello.

Per quanto concerne le società controllate estere, nel 2016 la funzione Internal Audit ha condotto verifiche e test sull’adeguatezza del sistema di controllo interno e delle procedure di financial reporting per le società operanti in Giappone, Cina, Hong Kong e Francia, anche con la finalità di identificare e/o prevenire potenziali comportamenti fraudolenti.

Con riferimento alla gestione dell’operatività presso i negozi (gestione di incassi e vendite, gestione dello stock, tutela del patrimonio aziendale e prevenzione furti), la funzione Internal Audit nel 2016 ha svolto audit presso 42 punti vendita, selezionati secondo criteri di significatività del fatturato, indici di rischiosità e diversificazione geografica, che hanno consentito di irrobustire le procedure operative e di controllo in essere.

Nel corso del 2016 non sono state rilevate violazioni al Codice Etico. La segnalazione di particolari situazioni non conformi al Codice Etico, sia ad opera di dipendenti che di esterni, è considerata da Moncler una tematica rilevante. Qualunque dipendente che, in buona fede, segnali comportamenti anomali, presunte o effettive violazioni del Codice, è tutelato da Moncler contro ogni forma di ritorsione, discriminazione o penalizzazione. Sono, tuttavia, fatti salvi gli obblighi di legge e la salvaguardia dei diritti della Società o delle persone accusate erroneamente e/o in mala fede.

A questo riguardo, da marzo 2016 è stato attivato un sistema di whistleblowing a livello di Gruppo, con l’obiettivo di gestire in modo accurato ed accertare celermente eventuali violazioni oggetto di segnalazioni,

adottare gli opportuni provvedimenti e garantire nel contempo l’anonimato del segnalante. Le segnalazioni pervenute nel 2016 sono state 3. Tutte le segnalazioni pervenute sono state analizzate, valutate e tempestivamente gestite. In particolare, 2 di queste hanno richiesto un audit ad hoc su un processo aziendale e sulla gestione di un punto vendita. Benché gli approfondimenti non abbiano dato conferma del contenuto delle segnalazioni pervenute, tuttavia hanno contribuito a rafforzare il sistema di controlli interni e le regole a presidio dei processi aziendali.

Moncler si adopera affinché il Codice ispiri il modo di fare business anche dei suoi partner (fornitori, consulenti, clienti wholesale, ecc.) nella direzione di una condotta negli affari leale e trasparente. A tale proposito, la contrattualistica del Gruppo comprende clausole specifiche, che riguardano il riconoscimento e l’aderenza ai principi del Codice Etico del Gruppo, unitamente all’osservanza delle norme in vigore in ciascun Paese.

A rafforzamento di tale approccio, Moncler a novembre 2016 ha formalmente approvato un Codice di Condotta dei Fornitori, al quale chiede ai propri Fornitori e Sub-fornitori di attenersi in modo vincolante. Il Codice dei Fornitori illustra le aspettative di Moncler in relazione alle principali aree del processo di responsible sourcing ed è composto da sei sezioni che stabiliscono disposizioni vincolanti relativamente a: Lavoro e Diritti Umani, Salute e Sicurezza, Ambiente, Salute e Benessere Animale, Sicurezza e Qualità dei prodotti e dei servizi, Etica Aziendale e Protezione della Proprietà Intellettuale.

Il processo di responsible sourcing adottato da Moncler prevede attività di formazione dedicate verso le strutture interne e verso i fornitori, nonché attività di audit e di riesame strutturate per verificare il rispetto da parte dei fornitori dei principi contenuti nel Codice di Condotta.

Nel corso del 2017 verrà sviluppato un modello anticorruzione di Gruppo, che prevede una ricognizione preliminare approfondita delle normative applicabili sui principali paesi in cui Moncler opera. Oltre all’Italia, in cui gli aspetti di anticorruzione sono già approfonditamente analizzati e il Gruppo strutturato anche per garantire la compliance al D. Lgs., 231/01, i paesi su cui verrà effettuata l’indagine normativa sono quelli da un lato che rappresentano la quota più importante di fatturato per il Gruppo,

dall’altro quelli i cui indici di rischiosità paese a livello di anticorruzione sono i più elevati: Cina, Hong Kong, Korea, Giappone, Stati Uniti, Francia, Romania.

Il progetto includerà un risk assessment in cui saranno indentificati i profili di rischio del Gruppo, tenuto conto delle normative vigenti, ed eventualmente verrà definito un piano di azione per l’implementazione di controlli maggiormente robusti, ove richiesto.

Inoltre, verrà definita una policy aziendale sui temi anticorruzione e prevista una formazione online per tutto il personale del Gruppo.